traffico e Friuli DOC

Io personalmente credo di aver dato prova di una dedizione alla causa dei trasporti pubblici che rasenta il fanatismo (e il donchisciottesco) – andando a riunioni su riunioni, litigando con il direttore di una certa azienda, perdendo ore pur di prendere la corriera, leggendomi tutta la documentazione che trovo, persino parlandone ossessivamente ovunque io vada… Il comune di Udine e persino chi questi trasporti li dovrebbe gestire sono molto più tiepidi, pigri nella promozione e poco ambiziosi nelle alternative. Detto ciò, almeno in occasione del Friuli DOC qualche piccolo potenziamento del servizio pubblico ci sarà: qui il pdf con gli orari (bisogna cercarlo, in fondo sotto parcheggi, e quando oggi sono andata negli uffici del comune a chiedere il cartaceo, non ce l’avevano).

Qui sotto il comunicato del WWF.

FRIULI DOC

IL WWF: “TUTTI ALLA FESTA IN BICI O CON I BUS NAVETTA”

L’associazione rilancia il tema della mobilità sostenibile a Udine e chiede che il sistema dei parcheggi scambiatori non rimanga limitato ai grandi eventi.

“Gli ospiti di Friuli Doc lascino l’auto fuori dal centro, vengano a Udine in bicicletta o utilizzino i mezzi pubblici e i parcheggi scambiatori che saranno attrezzati dal Comune con i bus navetta: l’appello viene dal Wwf del Friuli Venezia Giulia, che coglie l’occasione della grande festa enogastronomica in programma da oggi fino a domenica prossima per rilanciare un messaggio di mobilità sostenibile.

 L’associazione del Panda ricorda che sono sta messe in campo diverse iniziative per disincentivare l’utilizzo delle auto private in queste quattro giornate. Per le biciclette, è stata dedicata un’intera area nell’”ex-Esso” di piazza I Maggio, nei pressi dell’Agenzia Turismo FVG di Piazza I Maggio, in modo tale che tutti i ciclisti potranno arrivare in centro e lasciare le loro due ruote.

Sul fronte dei trasporti, inoltre, anche quest’anno è stato ampliato l’orario dei principali tragitti di autobus urbani, in particolare le linee 1, 2, 4 e 5 (si arriva fino all’1.30 di notte per alcune linee nei giorni festivi), mentre un apposita linea di bus navetta, il 9, collegherà i grandi parcheggi scambiatori della Fiera e dello Stadio Friuli fino in città (il programma con tutti gli orari si trova sul sito del Comune di Udine).

“Il nostro invito – prosegue il Wwf – è che tutti coloro che giungeranno da fuori città per partecipare a Friuli Doc lascino il loro mezzo nei parcheggi scambiatori e utilizzino i bus navetta predisposti dal Comune. L’auspicio è poi che l’offerta di questo servizio non rimanga limitata ai grandi eventi ma che venga ampliata a tutto l’anno, in modo da disintasare Udine dalla congestione del traffico che ripetutamente nel corso dell’anno provoca superamenti anche importanti dei limiti di legge delle polveri sottili e dell’ozono”.

“Nell’ambito della lotta all’inquinamento, all’occupazione ormai insopportabile di spazio da parte delle auto e agli incidenti (solo per citare i problemi più eclatanti connessi al traffico) – ribadisce ancora una volta l’associazione – rimane fondamentale l’obiettivo di ridurre il numero di auto circolanti. Un obiettivo che si può raggiungere innanzitutto riducendo l’uso dell’auto in particolare tra coloro che si recano a scuola o a lavorare nelle grandi aziende (es. Comune, Regione, Università, Aziende sanitarie); qui si concentrano molte persone dirette allo stesso luogo, quindi diventerebbero effettivamente realizzabili sia un maggiore uso dei mezzi pubblici, sia un’azione formativa alla mobilità non motorizzata”.

Nei casi residui, poi, continua il Wwf, occorre cominciare finalmente a investire nell’organizzazione e incentivazione dell’uso condiviso dell’auto, che potrebbe radicalmente ridurre le auto circolanti e la necessità di parcheggi.

Infine, come detto, è necessario potenziare il sistema dei parcheggi periferici serviti da bus navetta, da realizzare non solo a Udine ma in tutti i capoluoghi di provincia, custoditi e ben collegati con il centro, con i servizi principali della città e con le stazioni di noleggio bici.

“Quello di Friuli Doc – conclude l’associazione – diventi il modello di un sistema di mobilità urbana organico, efficiente e soprattutto più rispettoso della salute delle persone e dell’ambiente”.

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