basta schermi ovunque

Saranno lamentele da vecchia brontolona, ma cos’è questa mania degli schermi ovunque? Nei negozi anche quando sono chiusi, nei bar così che non riesci a concentrarti su chi hai davanti perché c’è qualcosa che gli si agita dietro, adesso anche negli spazi pubblici… Io penso ad esempio che gli schermi nelle stazioni di Trenitalia siano una delle peggiori degradazioni dello spazio colletivo del nostro paese (notare che in queste stazioni, tra l’altro, i negozi rimpiazzano le sale d’aspetto, e spesso le fontanelle sono chiuse e i bagni a pagamento). Essere costretti ad ascoltare le pubblicità, anche se non vuoi, a vedere le immagini, anche se non vuoi, a ripetizione per giunta, è subire una violenza sul proprio cervello! Ieri poi volevo sedermi su una panchina nella neo-pedonalizzata Piazza XX Settembre, ma c’era dietro di me un nuovo schermo con musichette fastidiose e immagini turistiche della città, e quindi me ne sono andata. Grazie comune di Udine, che sprechi elettricità per infastidirmi e impedirmi di sedere in una piazza che avresti sistemato per me, pedone, e non per il turista, che ti garantisco non apprezzerà comunque.
Ci vogliono rincoglionire sempre di più.

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7 risposte a “basta schermi ovunque

  1. Ciao Gaia! Non posso che concordare con te, cara! In stazione poi è una cosa veramente da impazzire. E con tutta la pubblicità che fanno (e noi ci rincoglioniamo) alla fine il biglietto costa pure sempre di più. Direi che siamo a posto…sembra di essere su “Blade Runner”, manca solo che il cielo sia sempre scuro…e se andiamo avanti così…

  2. Prendo ogni giorno il treno per andare al lavoro. E’ uno dei miei pochi momenti di lettura, a cui tengo molto perché al 50% sono quello che leggo. Da qualche tempo hanno invaso la stazione di schermi ultrapiatti… «Bene» – mi dicevo – «finalmente avrò notizie su orari, ritardi e soppressioni», anche perché viaggiare con la circumvesuviana è un vero e proprio corso di sopravvivenza. Ma, dopo qualche mese, quelli tra gli schermi che non sono andati distrutti trasmettono a tutto volume pubblicità e inserti veramente stupidi e fastidiosissimi. Per leggere devo stare fuori stazione (difficile quando piove) o usare le cuffiette a mo’ di tappi per le orecchie. Ma perché? Da allora mi sono augurato che qualche vandalo ponesse fine a questa insana tortura anche nella stazione della mia città… mi sono sempre vergognato di questa mia speranza vigliacca e incivile; ora il tuo post mi dà occasione di fare ‘outing’. Anche per dimostrare che quando il contesto in cui viviamo è pessimo e ostile, vengono sollecitati in noi i nostri istinti peggiori. E uno si riscopre più brutto di quanto immaginasse.
    Quanto al rincoglionimento prodotto dall’eccessiva esposizione a schermi fluorescenti (tra cui inserisco anche gli iCosi: iPod, iPad, iPhone, i vari netbook e qualsiasi dispositivo digitale che abbia un display), l’immagine che mi viene in mente è sempre quella (bellissima) di Julie Christie/Linda in Fahrenheit 451: rimbambita da «pillole per la felicità», sempre incollata estaticamente ad uno schermo, felice di vivere in un sistema in cui è eticamente possibile soltanto annuire e consumare, annuire e consumare…
    Perciò, schermi a go-go: il video dà la felicità!

  3. Non ci sono schermi nel link (forse era un altro?), però che bella scena!

  4. Non ho trovato link a scene del film dove c’è la Christie ipnotizzata, allora ho scelto la parte finale, che è una di quelle che mi piace di più… è un film d’epoca che in parte (a mio avviso) non rende il romanzo di Braedbury, però vi traspare tutto l’amore per i libri e la letteratura di Truffaut, che immaginavo avesti apprezzato…
    Da vedere con gli amici per poi farci una discussione semi-filosofico-sociale davanti ad una pizza ed una birra. Le analogie col presente sono tante (e inquietanti).

  5. Il pannellone in piazza XX settembre non è uno spreco di denaro. Da un sacco d’informazioni sia ai cittadini che ai turisti, inoltre il volume non è poi così altro, basta sedersi vicino al bookcrossing e già non lo senti più.
    Per quanto riguarda gli schermi, ovviamente c’è un abuso, ma l’occhio umano percepisce di più le immagini in movimento ed ovviamente un negozio lo utilizza per attirare l’attenzione. Cmq concordo con te che le tv in stazione sono una smerigliata di prostata continua. Magari mandassero anche qualche informazione utile, tipo un tg, una qualsiasi cosa oltre alla pubblicità… ma devono fare cassa sulla pelle di chi usa i treni, ma questa non è una novità…

  6. il bookcrossing è dall’altra parte della piazza… ti giuro a me dava un fastidio atroce, al punto come ti dicevo che non potevo starci vicino. Sarà soggettivo. Potrebbe essere una cosa che si accende se uno ha bisogno di informazioni, e resta spenta altrimenti… ma ti immagini ogni piazza, ogni bel borgo vecchio, ogni scorcio poetico, con uno schermo che ci si agita in mezzo? a me viene orrore.

  7. Tranquilla, con quello che costano è già tanto averne uno per le piazze grandi… Penso che la musica accesa sia fatta apposta per attirare i turisti. Cmq puoi sempre scrivere all’assessore all’innovazione Paolo Coppola e chiedere che il sistema venga silenziato quando non utilizzato, com’era all’inizio.

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