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Un bell’articolo del Manifesto sulle agenzie di rating.

(…La crisi ha cioè dimostrato che le grandi istituzioni finanziarie sono più forti di Washington; ha esposto alla luce del sole la debolezza della sfera politica nei confronti del capitale. E ora le agenzie di rating dettano legge all’intero mondo occidentale.)

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3 risposte a “link

  1. Credo faccia proprio il pari con quest’altro articolo – più datato – di Viale, sempre sul Manifesto. Le stesse considerazioni, con un inedito taglio da costituzionalista, le fece (il grande) Maurizio Landini alla presentazione di “Chi comanda qui?” di Bertinotti alla Feltrinelli di Napoli.
    E’ incredibile come la politica non la facciano più i «politici» di professione… incredibile anche questo scivolamento democratico verso forme di coercizione economica che sembrano non impensierire nessuno, tranne i giornalisti del Manifesto, i loro lettori, la FIOM e Bertinotti… (sigh)

  2. Mi sa che Bertinotti é da un po’ di anni che non si accorge più di niente, totalmente rincogXXXXito dal suo “guru”:

    http://kelebek.splinder.com/post/15532480/massimo-fagioli-il-guru-di-bertinotti

    Il Manifesto, che è un gran giornale e la FIOM che è forse l’unico vero sindacato rimasto invece son sempre da lodare (belli entrambi gli articoli, comunque).

    Michele, scusa se faccio stalking con i miei commenti ma alla fine scrivi sempre cose interessanti…e mi vien da scriverci subito dietro.

    Ciao

  3. @ Fabio

    Di Bertinotti non ho mai sopportato la spocchia e lo sfoggio che fa della propria cultura… anche dal punto di vista politico, a mio avviso, ha responsabilità piuttosto gravi, sia in seno alla sinistra italiana che nella vita politica del paese. Però devo riconoscere che spesso – in momenti in cui era (tragicamente) evidente l’omologazione politica e la subalternità culturale di molte parti della sinistra rispetto al modello proposto dai media e dai governi di centro destra – ha almeno levato la sua voce dal coro e richiamato alla memoria ‘inezie’ quali la costituzione, il diritto al lavoro, la redistribuzione del reddito, la dialettica tra le parti sociali.

    Questo (sempre a mio avviso) è il problema dell’Italia di oggi: per non affogare siamo costretti ad aggrapparci agli Ingrao, alle Rossanda, alle Castellina, ai Rodotà, ai Camilleri, ai Napolitano che – per carità – sono sicuramente dei «grandi vecchi» che adoro, però non hanno più quell’energia necessaria per avviare il volano di un rinnovamento della cultura della sinistra italiana, soprattutto nella proposizione di un nuovo modello di società e di rapporto tra l’individuo e lo stato. Questa «impotenza rivoluzionaria» probabilmente è anche cosa sana, perché il futuro è dei giovani e quindi è un loro sacrosanto diritto il costruirselo con le proprie mani, e non riceverne in eredità uno vecchio e stracotto da chi li precedeva; ma mi domando: quanto spazio hanno oggi i giovani nella vita politica e nella classe dirigente di questo benedetto paese? Ogni volta che vado ad una manifestazione, ad uno sciopero, ne vedo tantissimi (e sono stracontento); però nelle rarissime volte in cui bazzico in qualche assemblea di partito, o ho a che fare con quadri, funzionari e dirigenti trovo sempre persone di almeno una/due generazione maggiori della mia (che è già bella che andata) e mi avvilisco molto. Io credo che persone come te, o come Gaia, potrebbero dare tantissimo se messi in condizione di lavorare, fosse soltanto per la passione che trasmettete nel comunicare la vostra volontà di migliorare la realtà che vi circonda. Perciò spero sempre che non molliate mai nelle vostre battaglie, anche se il contesto è piuttosto desolante e «la confraternita dei nonnetti», quando può, vi sottrae aria, spazio, luce, energia…

    «Ricambio generazionale coatto dei vertici»: ecco uno dei punti da aggiungere al programma di Gaia! 😀

    Adesso vado a lavare i piatti… scusatemi se sono andato un po’ off-topic (però forse anche le agenzie di rating sono governate da… aged people hi hi hi)
    ciao
    mk

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