la vogliamo finire?

Non penso serva a niente, ma c’è una cosa che ci tengo a dire. Premessa: non guardo la televisione, per una serie anche abbastanza lunga di motivi con cui non vi annoierò. Faccio pochissime eccezioni: per esempio ogni tanto Report, e L’Infedele di Gad Lerner. Prima di questo programma conoscevo poco Lerner, avevo letto qualcosa di suo, non molto. Su come scrive, quindi, non dico nulla, ma per il modo in cui conduce L’Infedele io nutro una stima smisurata. Gad Lerner possiede le qualità che ci si dovrebbe aspettare non tanto da un giornalista, quanto da un intellettuale che si offra come guida nella comprensione dell’attualità: esperienza, conoscenze vaste, solide ed eclettiche, senso dell’ironia che piuttosto che sguinzagliare contro gli altri come scarcasmo preferisce rivolgere verso se stesso, umiltà e grande capacità di autocritica, dominio della situazione (rarissimamente il dibattito a l’infedele sconfina in rissa), rispetto per i suoi ospiti qualunque sia la loro estrazione e opinione, disponibilità a lasciar parlare tutti senza per questo nascondere il proprio punto di vista. Inoltre, Lerner sa porre domande importanti e profonde con angolature spesso originali. Tra gli argomenti che sceglie di trattare nel suo programma ce ne sono alcuni che mi stanno molto a cuore: la condizione femminile in Italia, la decrescita, le disuguaglianze di reddito… Insomma, un giornalista così è un modello di professionalità e dignità.

Tutta questa mia sincera sviolinata deriva dall’aver pensato, vedendolo condurre: ecco uno che non vuole aizzare, manipolare, fare il figo (penso un po’ a Santoro o Travaglio…), ma aiutare a conoscere e soprattutto comprendere. Tra l’altro, nella puntata di ieri sera, l’analisi dell’attuale scandalo sessuale è stato un pretesto per toccare tutta una serie di altri argomenti che con il presidente del consiglio c’entrano fino ad un certo punto: l’immagine e il ruolo delle donne, il rapporto tra sesso/corpi e potere, tra uomini e donne anche di età diverse (buona idea invitare la vedova di Moravia), la meritocrazia in politica e nel lavoro, gli ammonimenti della chiesa italiana, i compiti delle forze dell’ordine… Quindi, sono rimasta particolarmente scossa e sgomenta quando il nostro solito si è permesso di telefonare in diretta a Gad Lerner e di scaricargli addosso una vagonata di insulti gratuiti – quella che il Corriere, vigliaccamente, definisce una “lite in tv”. E’ stato invece un attacco univoco e con la bava alla bocca, prepotente al limite del delirio, conclusosi con l’invito a Iva Zanicchi, messa lì a difendere un uomo che per qualche motivo sceglie di mandare i suoi amici al massacro piuttosto che difendersi da solo, a lasciare lo studio. Lei, che fino a quel momento non aveva fatto una gran figura (non sapevo se era peggio pensare che fosse sincera, o che non lo fosse), ha signorilmente rifiutato di obbedire e andarsene.

La cosa più sconvolgente infatti, forse ancor più della follia sempre più manifesta di un uomo che non mi è mai piaciuto, ma che ora disprezzo totalmente, è l’inesauribile obbedienza della sua schiera di servi. Normalmente, un giornalista o un politico dovrebbe andare in un salotto televisivo a difendere una scelta legislativa o esecutiva, una presa di posizione su argomenti di interesse pubblico, un’interpretazione della realtà, e venire contrapposto ad un altro giornalista, intellettuale, esponente politico o parte in causa, che non condivide la sua visione e vuole a sua volta spiegare perché. Non si va a difendere una persona. Una persona si deve difendere in tribunale, innanzitutto, e, se vuole discolparsi anche mediaticamente dato il suo ruolo pubblico, va nelle sedi che ritiene opportune e parla. Si difende da sola, non manda gli altri. Ma cos’è questa follia, quest’obbrobrio, i servi che si autoumiliano per proteggere e leccare il culo al padrone, a un uomo che non ha nemmeno il coraggio di presentarsi, di mostrare la propria faccia e dire come sono andate le cose, e preferisce al massimo telefonare, urlare insulti, e rifiutare ogni dibattito?? E voi, parlamentari del Pdl, giornalisti, avvocati, dipendenti della Mediaset: ma cosa state facendo?? C’è un segno che volete lasciare nel mondo, oltre a questa scia di bava?? Perché vi prestate? La gratitudine vi fa perdere il senno? Vi stimate così poco? Avete una dignità?

p.s. Per fortuna, il mondo è molto più avanti di Piero Ostellino, ma vi invito comunque a leggere cosa ha avuto il coraggio di scrivere quest’uomo sul Corriere della Sera, anzi non metto nemmeno il link perché in fondo non meriterebbe nessuna attenzione uno che pensa questo:

Una donna che sia consapevole di essere seduta sulla propria fortuna e ne faccia – diciamo così – partecipe chi può concretarla non è automaticamente una prostituta. Il mondo è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l’indulgenza all’esame o al capo ufficio per fare carriera. Avere trasformato in prostitute – dopo averne intercettato le telefonate e fatto perquisire le abitazioni – le ragazze che frequentavano casa Berlusconi, non è stata (solo) un’operazione giudiziaria, bensì (anche) una violazione della dignità di donne la cui sola colpa era quella di aver fatto, eventualmente, uso del proprio corpo.”

Adesso smetto di scrivere, lavorare, impegnarmi, e vado di là a brindare alla “mia fortuna”. Sperando che piaccia a qualcuno di importante prima che sfiorisca.

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28 risposte a “la vogliamo finire?

  1. A parte quello che è successo ieri sera a L’infedele, che tutti gli italiani possono sentire/vedere/leggere oggi e che dimostra come il nostro premier non conosce limiti, anch’io ero rimasta indignata da quello che ha scritto Ostellino.
    La prostituzione è una cosa di testa: se una studentessa, per superare un esame, si mette una scollatura provocante e una minigonna e lo fa apposta per sedurre il professore, si prostituisce, come lo fanno tante ragazze che permettono di essere fotografate senza veli per soldi.
    Ci sono donne che sono consapevoli di essere sedute sulla propria fortuna ma non la usano come farebbero altre: preferiscono studiare ed impegnarsi, ad es., piuttosto che “darla” al professore per superare più facilmente un esame; queste donne meritano rispetto e stima.
    Se una donna o un uomo usa il proprio corpo come merce di scambio, per ottenere favori e/o denaro, si prostituisce.
    Il fatto che sia una pratica relativamente diffusa in questi tempi di relatività morale non ne diminuisce la gravità.
    Le donne e gli uomini che si prostituiscono non meritano rispetto; ci sono poche rare eccezioni in cui chi si prostituisce lo fa per sfamare se stesso o la famiglia e allora penso che il giudizio morale possa essere meno pesante (sulla persona, che fa un’azione riprovevole per qualcosa di necessario, come dar da mangiare ai suoi cari, non sull’azione, che resta sempre immorale).

  2. Credo che Ostellino non parlasse di scollature e minigonne, ma di veri e propri rapporti sessuali, altrimenti si finirebbe per tornare indietro a tempi in cui le donne non erano libere di vestirsi come volevano senza essere giudicate male, e anche questo è sbagliato. C’è un pezzo dei Monologhi della Vagina, ‘My short skirt has nothing to do with you – la mia minigonna non ha niente a che vedere con te’, che la dice tutta. E’ praticamente un elogio delle virtù della minigonna per chi la porta, non per chi la ammira. Non è il vestito in sè l’importante, è il contesto, l’intenzione, e poi l’uso che uno fa del proprio corpo. Mi sembra che la differenza tra Ilaria D’Amico, che mette vestiti corti e tacchi alti ma è una professionista che esercita il suo mestiere (di giornalista, non di velina) con serietà e impegno, e una ragazza vestita allo stesso modo che compare in silenzio accanto a un presentatore uomo e usa il suo corpo come decorazione, sia talmente palese che non serve spiegarla.
    E il problema qui non è neanche la prostituzione di per sè. Io sono a favore della regolamentazione della prostituzione come mestiere tra gli altri per argomenti che magari un giorno svilupperò, tra cui che credo nella libertà individuale. Questo non significa che io la approvi, anzi, ma capisco che in alcuni casi può rappresentare per alcuni uomini l’unico accesso ad un’attività sessuale che potrebbero percepire come indispensabile, e comunque, anche negli altri casi, può non piacermi (e non mi piace), ma ci sono tante cose che non mi piacciono e non penso sia giusto rendere illegali.
    La questione sollevata dall’attuale scandalo, comunque, è un’altra. Qui non si tratta di uomini disperati o erotomani o padri di famiglia annoiati che vanno a puttane. Qui si tratta dell’utilizzo che certi uomini fanno del proprio potere e denaro per procurarsi donne da consumare sessualmente (o anche solo da guardare per soddisfare le proprie fantasie), e soprattutto della diffusa percezione tra molte donne, evidentemente, che per avere accesso a potere, denaro, e carriera, in un mondo ancora maschilista, bisogni arrivare a questi uomini, sedurli, ingannarli, e portar via da loro fette di quel potere, riconoscimento, o denaro. Come se le donne, grazie alle loro personali capacità e ai loro sforzi, e indipendentemente dalla bellezza, non potessero ottenere queste stesse cose autonomamente. Questo è il profondo maschilismo che sottosta all’indegno spettacolo a cui stiamo assistendo, e chi difende le donne che si prestano a questo gioco si dovrebbe vergognare.
    E spero di non doverne più parlare, perché mi sembrano discorsi di altri tempi, e abbiamo abbastanza esempi di donne di successo in qualsiasi campo, che non capisco come siamo di nuovo arrivati a questo punto.

  3. Io credo sia di fondamentale importanza recuperare due valori:

    – la vergogna, sia individuale che della comunità: “Una brava persona si vergogna anche davanti a un cane”. (Anton Cechov)
    – il corpo delle donne.

    Sul primo punto, ritengo ci sia poco da dire: la vergogna è un sentimento oramai estinto che a mio avviso andrebbe riscoperto e coltivato culturalmente.
    Sul secondo punto il discorso è più complesso e non voglio andare off-topic. Sinteticamente: per me la donna è sacra, perché da essa promana la «grazia» (né intesa in senso religioso, né in senso… Ostelliniano/Berlusconiano, ma nel senso greco di «charis»). Basti pensare ad una madre col suo bambino, o ad una donna col suo compagno. Fatta questa premessa, il corpo di una donna non è più un oggetto o una merce, ma l’«hardware» – passatemi la metafora, non sono Neruda (sic) – della «grazia».

    A proposito del corpo delle donne, segnalo questo bel documentario della Zanardo, che all’epoca mi colpì favorevolmente:

  4. Minigonne e scollature: riguardo al fatto di vestirsi come si vuole io avrei qualcosa da dire.
    Penso che il modo di vestirsi cambi in base all’età, alle circostanze e ad altri fattori.
    Una minigonna su una ragazza magra di vent’anni con i tacchi bassi è molto più normale e meno provocante che su una donna formosa più grande e che magari indossa anche tacchi alti.
    Il modo di vestirci è un biglietto da visita e dobbiamo essere consapevoli che col nostro abbigliamento mandiamo dei messaggi, è inevitabile.
    Io penso a mie colleghe che facevano gli esami all’università vestite volutamente in modo provocante e quindi distoglievano l’attenzione dei professori, più interessati a guardarle che ad ascoltare quello che dicevano.
    Questa per me è una piccola forma di prostituzione.
    Dobbiamo essere valutate in ambito scolastico e professionale-se facciamo lavori normali-per quello che diciamo e che facciamo, non perchè siamo provocanti.
    E’ chiaro che ci sono donne che riescono a vestire in modo sexy senza che il look sia un ostacolo alla loro carriera: ad es. Emma Marcegaglia si è sempre vestita con mini e tacchi alti (ora è meno giovane e ed è più misurata) ed è diventata lo stesso presidente della Confindustria.Ilaria D’Amico è una donna di spettacolo e per loro le regole che valgono per le donne normali non valgono: si DEVONO vestire in modo appariscente perchè sono in TV ma poi conta quello che dicono.

  5. se un uomo si fa distrarre da una ragazza vestita in modo provocante al punto da cambiare la sua valutazione accademica/professionale su di lei, il problema è anche e soprattutto suo (e lo stesso vale invertendo i sessi, o in casi di omosessualità). se uno agisce così nel settore privato, ne fa le spese trovandosi una squadra di belli e incapaci, se uno agisce così nel pubblico, mi pare sia sotto gli occhi di tutti quali ne siano le conseguenze. i pessimi criteri di selezione della classe dirigente, con la complicità di un elettorato drograto di televisione, sono sotto gli occhi di tutti.
    (e la D’Amico è una giornalista, non una donna di spettacolo. )

  6. Non vorrei fare l’avvocato di Paola (o peggio del genere maschile), ma io che prendo per andare al lavoro lo stesso treno utilizzato da studenti universitari, mi accorgo che ci sono gli esami da come sono vestite le studentesse: cose mai viste!!! Se non fosse per l’orario, mi aspetterei più un’esibizione su di un cubo, che non un’apparizione in un’aula universitaria.
    Ora – per non destare equivoci – non sono assolutamente una persona che si scandalizzi facilmente, sono assolutamente a favore della libertà sessuale, e rivendico il diritto delle donne di andare abbigliate come meglio pare loro (anche a vantaggio di noi maschietti! ;)).
    Però – a mio avviso – c’è un problema di opportunità: come non è indicato entrare in una moschea con i tacchi a spillo e la minigonna mozzafiato per non offendere la sensibilità dei fedeli (si è in casa di altri, bisogna rispettare le loro regole), allo stesso modo forse sul luogo di lavoro/studio bisognerebbe avere un abbigliamento – come dire… – decoroso? proprio perché si è in un luogo pubblico, e il messaggio che il nostro corpo inevitabilmente comunica agli altri potrebbe risultare non gradito/inopportuno. Esistono anche gli altri, non pensiamo solo alla nostra autoaffermazione!. Mi domando: è proprio necessaria la scollatura all’ombelico o il pantalone a vita bassissima (che mostra natiche e perizoma griffato) per sostenere Analisi Matematica II o Storia del Diritto Romano?
    Io credo che – ostentando la propria femminilità/sessualità anche laddove non sia necessario – sono proprio le donne le peggiori nemiche di se stesse, ponendo l’enfasi solo sull’«hardware» e facendo dimenticare a noi uomini (già per natura piuttosto distratti) che la loro parte più bella è il «software», quell’universo meraviglioso che si portano dentro.

    P.S. Dopo aver riletto questo commento, mi sento addosso tutti gli anni che ho!

  7. Non è strafiga e ammiccante come la Muti, non ha bisogno di esibire il suo corpo (anzi lo cela) e non ha neanche chissà quale voce: però è piena di «charis» e mi fa emozionare/sciogliere 10.000 volte di più rispetto alle veline del video della Zanardo:

    Me gustas cuando callas
    Me gustas cuando callas porque estás como ausente,
    y me oyes desde lejos, y mi voz no te toca.
    Parece que los ojos se te hubieran volado
    y parece que un beso te cerrara la boca.
    .
    Como todas las cosas están llenas de mi alma
    emerges de las cosas, llena del alma mía.
    Mariposa de sueño, te pareces a mi alma,
    y te pareces a la palabra melancolía.
    .
    Me gustas cuando callas y estás como distante.
    Y estás como quejándote, mariposa en arrullo.
    Y me oyes desde lejos, y mi voz no te alcanza:
    Déjame que me calle con el silencio tuyo.
    .
    Déjame que te hable también con tu silencio
    claro como una lámpara, simple como un anillo.
    Eres como la noche, callada y constelada.
    Tu silencio es de estrella, tan lejano y sencillo.
    .
    Me gustas cuando callas porque estás como ausente.
    Distante y dolorosa como si hubieras muerto.
    Una palabra entonces, una sonrisa bastan.
    Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.

  8. giorgio lorusso

    lei crede nella democrazia:molto bene.Essendo Lei una osservatrice acuta degli accadimenti Italiani,mi domando come puo mancare di vedere il punto:Berlusconi aveva iniziato alla grande con:Alitalia,rifiuti a Napoli,Terremoto in abbruzzo etc.Cosi cominciano con Noemi,gli mandano la puttana col registratore,bombardano di foto Villa Certosa…e poi “spatuzza,(ricorda?),il figlio di Ciancimino,le stragi del ’93,poi Fini,ora Ruby.
    Questi eversori avidi di potere vogliono sovvertire il voto degli Italiani(quindi la democrazia)con ogni mezzo.Chi e’ democratico li deve combattere con ogni mezzo.Solo le elezioni possono decidere chi governa.
    Quanto alla Magistratura mi rifaccio al giudizio su di essa espresso a suo tempo da Carlo Taormina.

  9. La democrazia presuppone qualcosa di altrettanto importante delle libere elezioni: il rispetto della costituzione, delle leggi e delle istituzioni – come la magistratura, che è fatta di esseri umani e quindi non perfetta, ma che non può abdicare ai suoi compiti fondamentali, tra cui sanzionare chi non rispetta le leggi, potente o meno che sia.
    Senza di questo, la democrazia diventa legge del più forte, o facciata, o peggio ancora dittatura della maggioranza. Non basta dire: sono stato eletto, faccio quello che mi pare. Altrimenti il popolo potrebbe decidere a maggioranza di eleggere qualcuno, per assurdo (ma neanche tanto), che decida lo sterminio di una minoranza, o l’abolizione della libertà di stampa, e non lo si potrebbe fermare perché è stato “eletto dagli italiani”. Invece esistono dei limiti che non è consentito oltrepassare.
    Allora, se la nostra costituzione stabilisce che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge (articolo 3), chi vuole governare deve essere prima di tutto a posto con la giustizia, poi pensare a candidarsi e farsi eleggere. Altrimenti (e in Italia è così) non solo ci troviamo con una classe dirigente che non rispetta le istituzioni fondamentali di una società democratica, il che è un paradosso e una catastrofe; succede anche che ci si candidi per sfuggire ai processi.
    A parte che non sono d’accordo con la sua affermazione che Berlusconi fosse partito bene con le cose che lei elenca, ma questo è un mio giudizio personale e non universale, ci terrei comunque a sottolineare che per quanto riguarda Spatuzza, Ciancimino, e stragi, non si può impedire a processi così importanti per il paese di andare avanti solo perché le rivelazioni di pentiti e testimoni tirano in ballo Berlusconi. Il paese ha bisogno di verità: se le informazioni che stanno venendo fuori adesso sono vere, bisogna scoprirlo, e prima possibile. Cosa facciamo, sospendiamo tutto perché non si può parlar male di Berlusconi?
    Per quanto riguarda Fini, è un uomo politico e può allearsi e staccarsi da chi vuole: saranno gli elettori a premiarlo o punirlo, ma non si possono definire le sue azioni illegittime o frutto di un complotto (Fini è orribilmente opportunista, ma molti italiani vedono con favore questo suo smarcamento).
    Le donne coinvolte nello scandalo sessuale, infine, hanno effettivamente avuto rapporti (non mi riferisco specificamente a rapporti sessuali di per sè) con il presidente del Consiglio: se aveva paura delle conseguenze, poteva stare alla larga da loro e non rischiare così. Per quanto mi riguarda, l’atteggiamento di Berlusconi nei confronti delle donne, dalla televisione che ha creato alla costante misoginia delle sue battute, potrebbe bastare e avanzare a offendere me e molte altre persone, indipendentemente da cosa accada dai festini ad Arcore. Tutto il resto, più che a sputtanarlo (sputtanato si era da solo) è servito a mostrare quanto fosse ricattabile, e quindi inadatto a governare.

  10. Caro Sig. Lorusso, non so se il suo post precedente sia provocatorio, ma ha citato alcuni tra i migliori disastri del governo Berlusconi: l’affaire Alitalia, l’emergenza rifiuti a Napoli e infine la mancata ricostruzione in Abruzzo (ho linkato pacatissimi articoli del Sole24Ore che certo non può essere definito un giornale comunista). Relativamente ai rifiuti a Napoli, città in cui lavoro e alla cui periferia vivo, le assicuro che i rifiuti erano scomparsi solo negli spot televisivi, per finire nei vicoli e nelle discariche fuorilegge di Ferrandelle e di Boscotrecase, con tutto quello che ne è conseguito successivamente. Io mi chiedo come mai quando il procuratore aggiunto della Dda di Milano, Ilda Boccassini, conclude una maxi operazioni anti ‘ndrangheta, sia elogiata quale valente magistrato, mentre divenga immediatamente una feroce «toga rossa» appena apre un’indagine su di un qualsiasi esponente del PDL.

    La realtà è sotto gli occhi di tutti: spegniamo la tv e scendiamo in strada tra le persone per vedere ciò che accade realmente. Se può faccia un giro all’Aquila, poi passi per Napoli e infine provi a chiedere ad un operatore di borsa di fare una stock-option su azioni CAI (spero non la prenda per matto!). Poi ripassi su questo blog che ne riparliamo…

  11. giorgio lorusso

    1.Se Lei analizzasse freddamente anche solo gli ultimi eventi(Ruby)converrebbe col fatto che sono i magistrati i a non riapettare la Costituzione.
    2.Il nostro Premier e’ stato spiato per un anno per vedere se facesse qualcosa che potesse giovare all’opposizione(sinistre.magistratura e poteri forti),non perche’non rispettava le leggi.
    3.Sono d’accordo che la maggioranza non deve essere dittatura;e’ compito dell’opposizione vigilare su cio’.Ma l’opposizione della sinistra e’ inesistente:
    Qual’e’il programma do Di Pietro?Di Bersani?Io non lo conosco.
    4.A farsi eleggere per sfuggire alla galera hanno cominciato nel 2°dopoguerra i vari Moranino e compagnia bella.
    5.Si rende conto che chi sta in galera fa di tutto per ottenere liberta o benefici,in primis dire cio’che vuole il magistrato ?
    6.Fini e’ stato eletto da persone con idee precise.Poi lui la sua la ha cambiata,ma sta li con voti truffati agli elettori pdl.
    7.Berlusconi non aveva paura di fare niente(di male).Non sapeva di essere spiato.Sta imparando a sue spese che i comunisti sono capaci di tutto(in negativo).
    Ha i suoi difetti,e’un po’ burino,spesso sopra le righe, ma e’ un imprenditore di successo,di gran lunga il miglior leader che L’italia abbia avuto da decenni.E’ questo che scatena l’odio dei suoi avversari,tutti vecchi arnesi della 1°repubblica.
    P.s.mi scuso ma non rispondo al commento del sig.Testa per evitare sterili “braccio di ferro”

  12. Quando si discute tra sostenitori di Berlusconi e suoi critici, si finisce purtroppo per arrivare alla guerra di religione, in cui i fatti sono irrilevanti o interpretati secondo un’idea prestabilita e incrollabile, e si nega ogni evidenza. O per lui, o contro di lui, e non si può ragionare.
    Spero di non offenderla, ma se veramente dopo almeno quindici anni di inchieste giornalistiche, processi, e persino parziali ammissioni di colpa, lei è convinto ancora che Berlusconi non abbia fatto niente di male o di illegale, e che sia vittima di un’enorme e quasi prodigiosamente ben coordinata congiura, penso che convincerla del contrario, nonostante una mole di evidenza che schiaccerebbe chiunque, sia del tutto impossibile. Quindi non ci provo nemmeno.

  13. Ancora una volta hai centrato il problema! La funzione di «mandato» parlamentare (e, più in generale, rappresentativo) è completamente stravolta qui in Italia. Ma non c’era la «democrazia rappresentativa» ?
    I partiti politici non sono più visti come le fucine dove si costruiscono/propongono nuove culture e visioni della società, come i legittimi latori degli interessi di determinate parti sociali (che appunto si presumerebbe rappresentino), bensì come la «squadra del cuore», da difendere e giustificare anche quando sbaglia. Io rabbrividisco quando leggo del deputato PDL pescato a guardare siti porno in piena dibattito a Montecitorio, non tanto per l’aspetto etico (chè oramai la pornografia pare divenuta il principale interesse della maggioranza), quanto per la dichiarazione da lui rilasciata a sua giustificazione:

    “In certi momenti bisogna stare in aula anche se il dibattito non è avvincente. Di solito uso l’iPad per informarmi, leggere le agenzie. Ma può capitare di soffermarsi su una di quelle immagini diciamo porno che ogni tanto compaiono. Ora tutti fanno i casti, ma ce n’è di gente che le escort le frequenta, non le guarda su Internet. E le vicende del Rubygate hanno incuriosito tutti, è inutile negarlo. La mia era solo curiosità, non ho mai cercato la compagnia di professioniste. Del resto ho sempre avuto donne giovani”

    Stare in aula «anche se il dibattito non è avvincente» ??? Ma cosa crede l’onorevole, di essere a teatro e di potersi distrarre se lo «spettacolo» lo annoia, ‘non è avvincente?’. Ma siamo impazziti? Qualcuno gli spieghi che egli è lì – peraltro di sua volontà, senza che nessuno lo abbia costretto con una pistola alla testa – per tutelare e rappresentare la volontà di tutti i cittadini che l’hanno votato (poveretti). Vi prego, restituiamo un senso alle istituzioni e ai ruoli, altrimenti è davvero la fine della democrazia…

  14. giorgio lorusso

    Questa non e’una guerra di religione;la religione ottenebra la ragione.
    La avevo invitata ad analizzare attentamente la vicenda.Lei preferisce non farlo e questo non e’un attegiamento foriero di apprezzabili sviluppi,a mio avviso, dell’autonomia del ragionamento.
    Non ceda al comformismo,sia forte,pratichi il ginnasio mentale sempre e comunque;ne trarra’costante giovamento,come tutti.

  15. Ho analizzato la vicenda, sono anni che mi documento, sono arrivata alle conclusioni già espresse.

  16. Tutto si può dire di questo (magnifico) blog, ma parlare di mancate analisi, conformismo o non-autonomia di ragionamento mi sembra assolutamente fuori luogo (e per di più gratuito). Se chi scrive conoscesse le regole della Netiquette, saprebbe che è buona norma seguire passivamente per almeno un paio di mesi (punto 3.1.1 – General Guidelines for mailing lists and NetNews) il blog, per conoscerne le idee e il carattere espressi, e solo successivamente decidere se commentare o meno un post. Chiunque segua il blog di Gaia da un po’ (io lo faccio non da moltissimo), sa che tutte le sue riflessioni sono molto ben documentate, assolutamente non conformiste – anzi sempre originali, e infine *molto* indipendenti dalle mode e dalle tendenze politiche correnti.
    Che poi piaccia o meno quello è un altro discorso.
    Faccio presente che è uno dei pochi siti web (ad eccezione del Manifesto) dove non ci sia dilungati in pruderie sul caso Ruby; se l’argomento è stato trattato, è stato solo relativamente ai devastanti effetti avutisi nel mondo della comunicazione (il topic era relativo a Lerner ed Ostellino) e del comune sentire (i difensori «d’ufficio» del premier).

  17. giorgio lorusso

    Ha analizzato la vicenda.chiuso!e se l’analisi fosse incorretta?niente…
    15 anni di indagini giornalistiche e processi…mentre scrive queste parole non le viene un brivido?Ma tante’…

  18. Ringrazio Michele Testa per quello che ha scritto… Sulla questione di Berlusconi, devo confessare di essere un po’ combattuta, solo che non penso sia questa la sede per ricordare o spiegare in dettaglio a chi non ci crede come Berlusconi abbia ripetutamente violato la legge o mancato di rispetto a vaste categorie sociali, e istituzioni, nel corso della sua lunga carriera politica (e anche prima). Sarebbe semplicemente troppo lungo, e inoltre io scrivo a ragion molto veduta ma non sono una specialista. Parlando di un caso di gravità ben diversa, spero di non offendere nessuno con l’esempio che ho scelto, ma è l’unico che mi viene in mente, se qualcuno venisse qui a scrivere che il fascismo non è stato poi così male, o che gli italiani non hanno mai commesso crimini di guerra durante il secolo scorso, non potrei certo mettermi a tirare fuori tutti i documenti che dimostrano che non è così – potrei solo invitare a un serio approfondimento in sedi più specifiche
    Però penso di dover suggerire almeno qualche filone d’indagine, di quelli che mi vengono in mente su due piedi (ogni tanto penso che è faticoso ricordarsi tutte le cose che rimproveriamo a quest’uomo): le leggi ad personam, il caso Mills, Dell’Utri, Vittorio Mangano, la Mondadori, i rapporti con Craxi, le gaffe internazionali, il conflitto di interessi, Rete4… tutto inventato?

  19. giorgio lorusso

    Allora o gli Italiani hanno eletto un criminale oppure la Magistratura sta facendo oppisizione spietata al posto dell’opposizione parlamentare ormai inesistente.

  20. Gli italiani hanno eletto un criminale, appunto. Carismatico, abile, amato da molti, tutto quello che vuole, ma sicuramente un delinquente.

  21. giorgio lorusso

    Tralascio sulla sua grave affermazione.
    Pero’le faccio notare come il Suo sia il tipico atteggiamento mentale totalitario.
    Si vota:La maggioranza degli Italiani ha
    Torto se non lo fa come dice Lei.Fulgido esempio di democrazia!Mi aspettavo di meglio,sinceramente.Meglio soprassedere..

  22. Ricordo al sig. Lorusso che nella civilissima Germania, ai tempi della Repubblica di Weimar, il NSDAP (Partito Tedesco Nazional Socialista dei Lavoratori) di Adolf Hitler vinse molto democraticamente le elezioni, conquistando la maggioranza. Eppure Hitler mise in piedi un regime dittatoriale… Guarda caso, il buon Adolf con la Legge sul servizio dello stato del 1937 ordinò infatti il licenziamento di tutti i funzionari dei tribunali di stato, compresi i giudici, che “non dessero affidamento in campo politico”. Inoltre, tutti i giudici vennero obbligati ad iscriversi alla lega dei giuristi nazionalsocialisti tedeschi. Forse erano anche quelle «toghe rosse»?

    Potremmo ricordare poi la Bulgaria del blocco sovietico (98% per il PCB) oppure più attualmente la Tunisia (Ben Ali ha vinto le elezioni del 1994 e del 1999 con oltre il 99% dei voti) o la Bielorussia di Lukashenko (nelle elezioni del 19 marzo 2006 vinse con l’82.6% dei voti). Però, mi pare, non è che siano propriamente paesi campioni di democrazia…

    Le ricordo poi che è assolutamente falso che «tutti gli italiani hanno votato Berlusconi»: alla Camera ha votato per il PDL il 44% degli elettori; l’affluenza alle urne è stata del 78% per cui in definitiva ha votato per il PDL il 34% degli Italiani, che è ben lontano dalla maggioranza (spero non mi obietterà l’aritmetica di una semplice frazione). Se poi consideriamo che una buona parte di quei voti era del FLI, che adesso è scisso dal PDL, la percentuale si abbassa notevolmente…

    Non è che forse Gaia esprima dei dubbi legittimi? Cosa c’entra la democrazia e il voto?

  23. giorgio lorusso

    1.Adesso accomuniamo Berlusconi e il suo operato a Hitler.Di bene in meglio!
    2.Paragonare elezioni farsa come quelle dei paesi del blocco sovietico(ed ex)
    a quelle Italiane e’molto offensivo verso la nostra democrazia che voi dichiarate, a parole,di amare e voler difendere.
    3.“Tutti gli Italiani hanno votato Berlusconi”lo ha scritto lei,non io.Quindi il falso lo scrive lei
    4.I voti a Fli non c’erano perche il Fli non c’era(altro falso).
    Al di la delle polemiche cio’ che sconcerta e’vedere in opera i vostri meccanismi mentali all’uopo di suffragare el vostre tesi preconcette e il modo assolutamente naturale con il quale profferite affermazioni cosi gravi,offensive e gratuite verso il vostro Paese,il vostro governo,il vostro popolo.
    Non intendo proseguire oltre(se possibile. .).

  24. Siamo decisamente (e a quanto pare inutilmente) off topic. Mi spiace se i miei contributi abbiano totalmente abbassato il livello della discussione: non era nelle mie intenzioni, davvero. Questo blog non è luogo da discorsi da «bar dello sport», e purtroppo ci siamo arrivati. Me ne scuso con tutti, in special modo con Gaia. Perdonatemi,

    Michele.

  25. Nessuna scusa, però non c’è niente da fare: questo è un dibattito arrotolato su sè stesso. C’è una differenza tra accettare un esito elettorale che non piace (Tondo, il governatore della mia regione, è di destra e governa con la Lega, ma non mi sembra di averlo mai definito illegittimo), e lasciare che uno solo perché è eletto distrugga tutto quello che compone una democrazia, e non rispetti le sue leggi fondamentali. Ma l’ho già detto, è inutile rifare la stessa discussione da capo.

  26. giorgio lorusso

    Ma riprendetelo pure questo tema(senza di me naturalmente),magari a tempo perso,e analizzatelo con toni piu pacati.Il nocciolo e’ la faziosita degli Italiani,l’inclinazione alla rissa intestina,la divisione del nostro popolo che ci portiamo appresso dai Guelfi e Ghibellini(forse ancor da prima)in poi.Ed e’ questo che ci rende piu deboli di cio’ che in reata’ siamo.Anche di fronte a chi ci governa.
    Saluti a tutti

  27. Per rientrare nel topic: un interessante articolo su ‘Il Manifesto’ che si domanda del ruolo che in queste vicende hanno i maschietti…

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