non credo di esserci

Sono molto contenta e grata che ci siano delle persone che leggono questo blog regolarmente, e lo apprezzano; mi sento quasi in dovere di dire qualcosa altrettanto regolarmente, ma non è giusto, non posso scrivere per scrivere, quindi non so quando riaggiornerò. Una cosa che ho notato, tra parentesi, è che c’è chi è arrivato qui googlando cose tipo “critiche a Saviano”, e simili. Il successo di Vieni via con me da un lato può far piacere, per la scelta degli argomenti, tutti molto importanti e sottorapresentati in televisione, per la conduzione coraggiosa, dall’altro mi fa infuriare, perché mi arriva alle orecchie un collettivo: “ooohhh! ma ti rendi conto?” di milioni di miei concittadini che dovrebbero invece sapere già un bel po’ di mafie al nord, traffico di rifiuti, situazione nelle carceri, e tutti gli altri temi trattati nel programma. Magari mi sbaglio, ma essendo la televisione il mezzo preferito, se non l’unico, di informazione, per la stragrande maggioranza degli italiani, la mia sensazione è che il lavoro delle migliaia di giornalisti che si occupano di tutte queste cose per i giornali, in radio, su internet, ai convegni organizzati costantemente, che ne parlano e scrivono da decenni, servano solo per dare spunti ai colleghi della televisione che poi fanno le puntatone scandalo, e altrimenti non se li fili che una minoranza di gente che si informa con loro, e non aspetta che sia Fazio con quel suo faccino da persona sensibile a un funerale (comunque lo stimo abbastanza), e Saviano con la sua iper-retorica (e garantisco che stimo anche lui), ad aprirci gli occhi. E riguardo a Saviano, per quel che vale la mia opinione, vorrei che ci si concentrasse meno sul personaggio, e più sull’argomento, visto che mafie e antimafie sono vivissime in Italia e una grossa fetta del paese si dà da fare in uno dei due settori. Saviano non è l’antimafia, stiamo a sentire un po’ anche gli altri!

(Esempio: una replica interessante a Maroni)

Comunque questo post era per salutare provvisoriamente, credo. Non so quanto scriverò e quando. Sto cercando di scrivere un altro romanzo, lavorando al bar, facendo ricerche sui Longobardi e sulla storia della moda, e più in generale oscillando tra Apollo e Dioniso. Se manco è per uno di questi motivi, o perché sto leggendo molto, grazie della comprensione.

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4 risposte a “non credo di esserci

  1. …oscillando tra Apollo e Dioniso: è la vita.
    E’ la parte propedeutica ad ogni buon romanzo 😉

    Fallo pure con calma, noi aspettiamo qui, senza fretta.

  2. io purtroppo sono stata poco presente però credo che tu possa essere un’ottima giornalista. penso molte delle cose che pensi tu, anch’io combatto le mie battaglie quotidiane e mi sembra sempre di essere una piccola mosca in un mondo di racchette elettriche (ti è piaciuta la metafora?la notte porta davvero consiglio!).
    ieri siamo andati a manifestare fino in senato, domani ci torniamo anche perché hanno arrestato due ragazzi innocenti. è bello quando stai lì, in mezzo a migliaia di persone che urlano e sorridono e si indignano con te, per la stessa cosa. poi torni a casa, vedi gli altri studenti che ti dicono “ma basta con ste proteste” “ma non hai di meglio da fare?” “ma a cosa serve tirare uova e difendersi dalle cariche?” ecc. ecco lì ti cadono i coglioni, tu stai lì-io meno di altri-a prenderti le manganellate della polizia, e credimi che ti caghi in mano quando ti trovi in una stradina senza uscite con la polizia in tenuta antisommossa che smascella e picchia senza tregua. [e te lo dico davvero col cuore in mano, chi sta in prima fila non è un violento, è un coraggioso nel senso platonico del termine] e lo fai perché credi nell’università pubblica, nel diritto di tutti ad avere accesso alle stesse cose, credi che quello che anni fa si è ottenuto con i denti ora lo devi difendere con i denti. sei lì per tutti, non per te.
    tutto questo per dire che è frustrante anche fare informazione e sapere che quasi nessuno ti legge, che i media quelli grossi fanno schifo, che la gente è ignorante e rincoglionita.però lo devi fare, non devi cedere perché la pressione e le circostanze oggi ti portano davvero ad abbandonare tutto, a vivere in silenzio,a bassa voce e magari all’estero. il tuo programma, il tuo blog, i tuoi articoli non li leggeranno in molti, ma quei pochi che lo leggono si informano.
    ora impegnati nel libro, però non lasciare il blog a se stesso. magari scrivi post un po’ più corti però non lo lasciare..
    un abbraccio prisca

  3. grazie 🙂
    l’altro giorno parlavo con un ragazzo che ha letto il mio libro, e diceva: sì, ma Stella alla fine cosa fa? io gli ho risposto, ampliando un po’ il discorso: anche la comunicazione è azione. per dire (e non è in contrapposizione a quello che dici tu) che anche lo scrivere, il parlare, il far circolare idee, sono contributi. non c’è solo lo scendere in piazza (a trieste hanno occupato e a udine vedranno oggi cosa fare. mi sembra di rivivere i giorni dell’onda -ma penso che sarebbe stato meglio sostenere lo sforzo da quella volta, piuttosto che mollare e riprendere)
    ci sono varie modalità di azione, alcune immediate altre sul lungo periodo, alcune dirette altre indirette, così indirette che potrebbero avere un effetto diverso da quello voluto (come scrivere un libro)
    l’importante è fare qualcosa. ci sono così tante cose da fare…

  4. sì bella quella della mosca. allora io mi sento come una mosca che sbatte su un vetro: viene presa per pazza, continua a farsi male, non ce l’ha ancora fatta, ma sa che da qualche parte un modo per uscire c’è…
    (metafora mattutina)

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