nord – ci sono: contro londra, contro il multiculturalismo (esasperato)

L’esterofilia degli italiani e` un fenomeno che non cessa di meravigliarmi. So che ne ho gia` parlato, ma questa volta cerchero` di non adottare un tono di condanna, bensi` di sincero stupore. Condiviso, peraltro, da molti inglesi che conosco, che come me si chiedono: ma perche` tutta questa gente vuole venire a vivere a Londra?? ma chi te lo fa fare di lasciare l’Italia?
Capisco gli africani, gli indiani, i cittadini dell’Europa dell’Est: sono poveri, vogliono lavorare. Anche se sinceramente, non ci vedo molta logica: il costo della vita e` talmente alto che tanti sono costretti a vivere in tuguri e lavorare molto piu` di quaranta ore alla settimana per sopravvivere -davvero conviene? A meno che tu non abbia un lavoro superpagato e superpesante, tipo quelli della gente a cui servo da mangiare. E anche in questo caso mi chiedo: ma chi te lo fa fare?
Capisco anche chi vuole imparare l’inglese, anche se ci sono posti piu` vivibili dove farlo. Capisco chi e` qui per studiare, o fare un dottorato.
Quello che non capisco sono gli italiani che si trasferiscono a Londra, cosi`, perche` e` figo, poi prima ancora di imparare l’inglese decentemente iniziano a usare parole inglesi perche` fa ancora piu` figo. Qui e` pieno di loro. Ho abbastanza orecchio da riconoscere il francese e il tedesco, e non l’ho ancora sentito parlare da nessuna parte, anche se ovviamente non dispongo di un campione statistico significativo. Ma in una settimana qui ho gia` incontrato o sentito siciliani, toscani, napoletani, veneti, friulani… e non solo in vacanza-studio. No: gente che vuole vivere qui. Che vuole passare ore ogni giorno seduta nella metropolitana, spendere tanto e mangiare male, farsi trattare bruscamente, farsi sfruttare al lavoro, leggere giornali sempre piu` pieni di pettegolezzi trash… ma perche`??
Ok, magari sto facendo la finta tonta. E` che io l’emozione della metropoli non la provo. Certo, alle volte e` fighissimo essere qui, soprattutto quando seguo i miei amici nei concerti nei pub caratteristici di legno e lacca rossa, blu o verde scuro, e c’e` tutta la musica che vuoi, e in quanto a musica sono anni luce avanti a noi qui, o quell’una volta che sono andata a teatro, o quando sono seduta al piano di sopra degli autobus e guardo sotto e mi ricordo di quanto e` bella questa citta`. E poi, dopo Udine, e` meraviglioso non vedere le stesse facce ogni giorno senza sapere piu` quasi cosa dirsi.
Ma il resto del tempo, e parlo con cognizione di causa, mi sembra un posto malsano, spietato e infelice. La multiculturalita`, uno dei suoi punti di forza, mi lascia perplessa. Certo, e` bella la varieta`, e` bello il (relativo) rispetto con cui vengono trattati gli immigrati, paragonato all’Italia, ma qui c’e` troppa gente da troppi posti. Chiamatemi razzista, retrograda, fascista, quello che volete, tanto non lo sono. Ma Londra non ha quasi piu` niente di londinese, ormai, se non i mattoni e gli autobus rossi. Quando arriva cosi` tanta gente da cosi` tanti posti in cosi` poco tempo, inevitabilmente una citta` diventa un misciotto insapore, o per lo meno cosi` la vedo io -e anche alcuni inglesi con cui ho parlato. Se tutte le metropoli europee diventassero cosi` tanto multiculturali, alla fine paradossalmente finirebbero per assomigliarsi tutte, e la tanto decantata diversita` andrebbe a farsi benedire. Se Roma diventasse come Londra, non sarebbe una grossa perdita?

E poi in spazi cosi` grandi, il tuo si restringe: le persone sono talmente preoccupate di non arrivare tardi al lavoro, di riuscire a vedere i propri amici, di guadagnare qualcosa, magari di farsi una famiglia in mezzo a questo casino, che non hanno tempo di fare altro. E infatti non ci sono quasi mai manifestazioni, presidi, proteste… chi ha tempo? chi ha voglia? Altro che apatia italiana. Gli italiani in confronto sono ancora dei partigiani! Qui l’impressione e` che contino molto di piu` le celebrita` dei politici, e che la gente se ne freghi alla grande.
L’esperimento sta funzionando. Non vedo l’ora di tornare in Italia.

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12 risposte a “nord – ci sono: contro londra, contro il multiculturalismo (esasperato)

  1. ma tu, perchè ci sei andata, a Londra? Non pensi di eseere un po’ come tutti quei ragazzi italiani che ci vanno e ci stano perchè fa figo?

  2. Mi sembra un po’ limitativo dire che ci si viene perché fa figo. Non è vero che bisonga fare solo lavori superpagati e superpesanti per stare bene, in Italia ci sono lavori che non vengono riconosciuti, non si sa manco cosa siano, anche se magari ti fanno pagare un master per farli, qui tutto quello che fai ha un valore. Puoi vivere, magari non da nababbo, ma decentemente, permetterti di seguire concerti e una vita culturale che non hanno pari in Europa, lavorando le tue 40 ore settimanali da web designer, per dire, lavoro in Italia spesso non pagato, ripeto: non pagato. Ovviamente parlo per esperienza personale, e ti assicuro che qui non c’è nessuno stress nel lavoro, anzi per noi abituati davvero a farci sfruttare, sembrano anche un po’ lenti, nessuno ti richiede cose che non c’entrano niente con quello per cui sei stato preso, nessuno si permette di chiederti straordinari non pagati. Sono d’accordo che non si può stare a lungo lavorando in un ristorante in cui ti sfruttano e ti trattano da cani, il ristorante qui deve essere un modo per imparare la lingua e poi seguire la propria strada. La multiculturalità: sono d’accordo che Roma ci perderebbe, ma Londra ci ha guadagnato, perché ha trasformato una potenza coloniale che poteva sbattersene di tutti in una piccola America europea, dove tutti possono venire e provare a fare cose, cose che nella bella Roma de noiartri ti scordi. E chi dice il contrario magari non è razzista, però non è molto lungimirante.

  3. Gaia ha abitato a Londra per un anno, quindi parla conoscendo questa città.
    Quello che io, che sono sua mamma, voglio dire è: non è meglio cercare di vedere i lati positivi del posto dove si è andati per qualche motivo o altrimenti non andarci per niente, dato che il posto lo si conosce già, con i suoi pregi e difetti? Non mi piace chi critica i posti in cui vive. Io, che sono più vecchia di voi, l’ho capito tardi e ora non mi permetto più di farlo.
    Teresa trova cose positive in Londra, e mi piace quello che dice; io a Londra non ci andrei a vivere da sola neanche morta, considerando i lugubri 15 gg che ho passato da sola frequentando una scuola d’inglese in centro, poi, nella stessa scuola, poco dopo ci è andato Giuseppe, figlio di una mia amica (Giuseppe ora vive e lavora a Londra e sta benissimo) e per lui è stata una bellissima esperienza.
    Tutto è relativo, ragazze.

  4. teresa: so benissimo che a londra ci sono opportunita` lavorative molto piu` difficili da trovare in italia. questo non lo nego. sono io che cerco di creare quello che voglio dove non c’e`, piuttosto che cercarlo dove c’e`, e non dico che sia la strada migliore, anzi e` una mia ostinazione.
    per quanto riguarda la vita culturale, quantiativamente (e spesso anche qualitativamente) non ha paragoni, ma le lunghe distanze e i prezzi esorbitanti sono un grosso ostacolo. io faccio piu` cose culturali a udine!! e poi a udine ho la possibilita` di essere piu` attrice che spettatrice, per come la vivo io.
    io non mi stavo lamentando del mio lavoro, che a me serve solo per poter stare qui ed e` temporaneo.
    sulla multiculturalita`: e` un arricchimento, secondo me, ma quando non arriva a questi livelli estremi di londra, in cui non si capisce piu` niente. e da quello che ho visto c’e` molta gente del posto che la pensa come me. londra si sta completamente snaturando. se poi a qualcuno piace quello che sta diventando, sono gusti, non dico di no. per me e` una brodaglia.
    infine, so che ci sono citta` ideali per i lavori creativi, come ad esempio londra, ma per come ragiono io, e credo di essere in nettissima minoranza, la concentrazione di talenti creativi in poche citta` e` parzialmente negativa perche` rischia di staccare queste persone creative da altre realta`, e lasciare il resto del mondo sguarnito e ancora piu` provinciale.

  5. condivido con gaia le fondate perplessità. londra è una città angosciante, per come la vedo io è un contenitore dove ci si può perdere, nessuno ti chiede chi sei, da dove vieni, nessuno ti giudica, puoi nasconderti, puoi inventarti un’identità. è come se la metropoli giustificasse tutto e tutti e così le identità svaniscono… e poi sono tutti cinici! la multiculturalità estrema non è sinonimo diretto di integrazione: i gruppi etnici fanno segregazione, colonizzano vie e quartieri e fanno come se gli altri non esistessero e in mezzo a tutto ciò il razzismo c’è e come…
    un saluto e torna a udine che si respira un’aria pulita! 🙂

  6. ciao,
    riguardo all’ultimo paragrafo del tuo articolo,
    gli inglesi se ne fregano anche della guerra in afganistan?

    grazie, ciao

  7. boh, credo di si`. sinceramente qui a Londra ho incontrato un sacco di gente, ma ancora nessuno che facesse anche solo un minimo di attivismo politico. e se devo dirla tutta, scaldano gli animi molto, ma molto, di piu`, le vicende delle mogli dei calciatori. dopo un po’ ti ci abitui, e ti dimentichi che c’e` una guerra in corso. poi non so quanto sia rappresentativa questa mia visione, magari bisognerebbe vedere il resto del paese, pero` sarebbe strano se la capitale fosse la piu` apatica.

  8. Secondo me devi davvero tornare a Udine. Mi spiace per te che di londra hai da dire solo questo, e ci sia anche gente che legge e ti crede facendosi quest’idea della città. Vivo qui da ottobre scorso, parecchi mesi. Per certi versi, ero d’accordo con te, quante volte ho pensato fosse un po’ troppo multiculturale., soprattutto vivendo a Mile end, quartiere islamico. E sono italiana, di Varese.
    Anche io mi sono sentita infastidita da certi italiani che non spiccicano parola e pretendono di venire qui e trovare lavoro in una settimana, che escono solo con italiani burini e tante cose che non sopporto. Ma grazie a loro mi ricordo la gente che non sopporto a casa, di cui l’italia è piena. Scherzando, dico spesso “it’s not london anymore” proprio perchè qui gli inglesi scarseggiano. Ma c’è molto altro cavoli! E che stupidaggine è ” se roma diventasse come londra…..” quando? tra quanti anni sarà possibile una cosa del genere? 100? 200? fino a quando le linee della metro saranno 4, fino a quando i romani stessi troveranno difficoltà a girarla, fino a quando la maggior parte della popolazione non saprà una parola di inglese Roma non potrà essere altro che una città turistica. Bella, stupenda… ma limitata! come un po’ tutta l italia! Londra è efficente, ti offre grandi opportunità, è BELLA, APERTA, accessibile perchè fanno sconti per studenti, da topshop (e molti altri negozi) alla metro, e ti viene riconosciuto quello che fai. La gente usa il buon senso. esempi? se si ha una valigia, in metro, in treno, in aereoporto, puoi stare quasi certo che qualcuno, senza chiedere NULLA, te la porterà per le scale. Se sale un vecchio o una donna incinta sul bus, qualcuno si alzerà per far sì che si siedano. Accadono tante piccole cose, che ogni giorno ti fanno sorridere. Gli inglesi non sono Cinici! sono chiari, trasparenti, amano le cose fatte bene e funzionali. Mi è piaciuta l’immagine di piccola america, perchè qui tutto sembra possibile. E non è che mi faccia schifo varese. Mi manca ogni tanto.. mi manca essere così tipicamente italiana. Qui la vita costa, è vero, ma mi ha insegnato cosa vuol dire risparmiare per ottenere quello che si vuole. In italia andavo spesso a ballare. In posti POSH, ( sì sono una di quelle che usa termini inglesi perchè fa figo come dici tu) piccoli, solita gente. Anche qui ci vado, ma non c’è tutta quell’ipocrisia da fighetti, tutti vestiti bene se no non entri, hai scelta di musica, il locale è bello e particolare. (i posti tipo billionaire ci sono ovviamente anche qui, ma se non te li puoi permettere in italia, qui men che meno) Sono contenta che hai capito che non è la città per te finalmente, ma ricordati che c’è molta più gente che ci sta benissimo a cui non piace che si getti merda (scusate il termine) sul proprio paradiso. IO sono felice qui, per la gente ( sì anche gli islamici, cinesi, e tutte le culture che vuoi) che incontro. Londra mi ha insegnato molto, a essere meno scettica nei confronti degli altri, a credere sulla parola e apprezzare le piccole cose, anche della mia varese, che prima non vedevo. Ho imparato a dare precendenze, e non sono sottopagata, me la cavo e ho un tenore di vita forse più basso, ma ci guadagno in tanto altro. bAsta dire che qui l università ( non il master, solo laurea breve) te la paga lo stato se non puoi permettertela…è un’altra mentalità, e anche con tutti gli immigrati, è rimasta. Ed è pure rimasta sicura, sicuramente più di milano. Londra è sempre stata la casa degli scappati di casa, ed è risaputo che se vuoi conoscere la cultura inglese devi andare fuori londra. E’ per questo, per il suo movimento e la diversità… non è per niente apatica, milano è apatica, varese è apatica… ma non puntiamo il dito su londra!

  9. Ciao Ilaria,
    io su Londra non ho da dire solo questo, infatti se vedi bene c’erano altri post, in cui parlavo della bellezza della città e delle opportunità lavorative. Non so come sia Varese, ma sul fatto che a Londra ci sia più educazione ho dei grossi dubbi, ed è l’unica cosa su cui mi sento di dissentire con te. Ci ho vissuto molti mesi, e naturalmente ho trovato persone gentilissime, come ovunque, ma anche un’atmosfera di frenesia e nervosismo, quindi dire che la gente, in generale, ti porta le valigie a Londra e in Italia no non corrisponde per niente alla mia esperienza.
    Quando parlavo di apatia, mi riferivo allo scarso coinvolgimento politico soprattutto dei londinesi, mentre la politica in Italia è un’ossessione. (A Roma i ragazzi si mandano all’ospedale per la politica, a Londra perché ci sono le giovani gang (e ovviamente non dico che una cosa sia meglio dell’altra).)
    Infine, tu parli degli sconti di topshop. Londra è la capitale di un impero di sfruttamento dei poveri del mondo, scusa ma è così. Per ogni persona che riesce a trovare un lavoro adeguato alle proprie competenze e aspirazioni (e ce ne sono tante), quante sono costrette a pulire i cessi e le strade per poche sterline, in città, o a produrre merci a prezzi assurdamente stracciati?
    Molte, molte di più. E in Italia ovviamente è uguale, ma almeno ce lo ricordano di continuo.

  10. Io vivo a Londra e mi ritrovo a pensare le stesse cose.
    Non ci tengo a giustificare o difendere la mia posizione, mi sono semplicemente accorto che mi sono ritrovato a chiedermi perché sono venuto qui.
    E’ indubbio qui c’è più meritocrazia e le opportunità sono di più.
    Però quando si dice che Londra è bella…ecco io faccio fatica a considerarla Bella a fronte di città come Roma, Parigi, Praga…
    Non l’ho mai considerata bella, semmai ci ho trovato una atmosfera e energia particolare.
    Poi per me clima e cibo sono due grosse limitazioni, per me sono cose che contribuiscono a rendere la vita più piacevole in maniera sensibile.

    In definitiva comunque credo che l’impressione che si ha di un luogo abbia molto più a che fare con i nostri stati d’animo che con la realtà del luogo in cui ci troviamo.

    A me manca Bologna e da quando sono qui la considera la più bella città del mondo.

  11. Sono d’accordo. Per questo ho smesso di cercare la città perfetta in cui vivere, e sono tornata nella mia, e per questo non viaggio più per esplorare in modo predeterminato posti di cui sento tanto parlare, aspettandomi qualcosa, ma vedo dove mi portano gli scopi della mia vita, e se non mi portano da nessuna parte esploro stando ferma qui.
    Riflettevo ieri su come i grandi scrittori, in fondo, solitamente parlino sempre della città o della terra in cui sono nati e / o cresciuti. Naturalmente non ho statistiche per dimostrarlo, mi era solo venuto in mente così, sull’onda dell’ossessione per l’ultimo romanzo di Pamuk, pensando a quante cose riesca a tirare fuori dalla sua Istanbul, e cercando esempi simili.
    Quante cose ci vengono raccontate, per spingerci ad andare via, promettendoci qualcosa che magari avevamo già..

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