Sud – Bologna, Romagna, Roma (parte prima)

Torno da un altro pezzo di quello che doveva essere un lungo viaggio e invece è una lunga serie di viaggi (barboni), che durino abbastanza da farmi venire voglia di tornare a Udine dopo un po’ (ma il limite si allunga pericolosamente).
Per prima cosa sono andata a trovare un’amica a Bologna. Nella mia mente ho un’immagine distorta di Bologna: un labirinto di strade larghe e grandi portici percorsi da ragazzi rasati con le felpe e ragazze coi leggings e le minigonne che vanno a bere birra sugli scalini. E cani. Siccome la mia amica vive molto di notte, nella mia mente a Bologna è sempre buio con le luci giallastre. E la Bologna della mia mente è abitata da salentini non da emiliani. Nella Bologna reale però ho scoperto che, a Piazza Maggiore, dove dei portici di cui non so il nome si incontrano in un incrocio quadrato sotto una cupola (i bolognesi non bolognesi della mia mente non fanno da guide turistiche tradizionali), se parli contro il muro in un angolo, ti sente quello che sta in piedi davanti all’angolo opposto. Qualcuno mi ha detto che era per confessare i lebbrosi. O l’ho letto? Ho un ricordo onirico di Bologna.
Seconda tappa: Romagna.
Io sono friulana per parte di padre e romagnola per parte di madre. Da piccola ero convinta di essere figlia di un matrimonio misto -nozione ridicola, specialmente ora che in Italia iniziano a nascere bambini color caffelatte. Eppure ho sempre percepito una netta differenza, in quanto a mentalità e stili di vita, tra la mia famiglia friulana e quella romagnola.

Paragonata al resto d’Italia, in quanto a bellezza gran parte della Romagna di oggi ne esce malino: l’incredibile successo, ormai credo in declino, di un mare così così, un territorio disordinato e anonimo. Però la gente mi è sempre piaciuta: allegra, socievole, accogliente, gente che scherza, si gode la vita e mangia bene (bene! i cappelletti fatti in casa! dieci ne chiudevo e uno ne mangiavo crudo, senza farmi vedere dalla nonna -è uno dei miei vizi più antichi). Saranno stereotipi, ma io l’ho sempre vista così. E l’accento ispira una naturale simpatia -continuavo a chiedermi se sia la fama di gente simpatica a trasferirsi sull’accento, o viceversa. Un dilemma uovo-gallina che merita più attenzione nello studio della formazione di una coscienza nazionale.

Mia nonna è di San Mauro, diventato San Mauro Pascoli per via del poeta. E’ mia intenzione un giorno fare un raffronto tra i versi bucolici di Pascoli e lo stato attuale della campagna romagnola -analisi il cui esito è prevedibile, essendo quest’ultima ridotta a una lenzuolata sciatta tempestata di brutte case e centri commerciali.
Mia nonna è vedova da pochi anni, e vive con un ragazzo indiano tamil che lavora per lei, mandando i soldi a casa per comprare l’oro che serve a far sposare la sorella. Ora la sorella ha abbastanza oro e si sposa, e ha invitato anche la mia famiglia ai grandi festeggiamenti. Lui ha altri fratelli (Reagan e Stalin, si chiamano, e pare che Stalin sia molto religioso), ma finché non si sposa lui non si sposano neanche loro. Grandi drammi in famiglia, quindi. “Mi piace la vostra cultura”, mi diceva accompagnandomi in stazione, perchè noi ci sposiamo se e quando ci pare.

Sembra sempre contento di vedere me e mia sorella, perché ogni volta almeno una serata la dedichiamo a guardare con lui videoclip di film indiani, in cui un ragazzo bullo (tipo Fonzie indiano) e una bella ragazza dai capelli lunghi ballano e cantano su una successione di set, alcuni dei quali esotici (cioè potrebbero essere in Carnia).
Io stavo in quella che fu la casa natale di mio nonno, a Savignano sul Rubicone, sottolineo Rubicone, perché l’unica cosa notevole del paese è che Cesare compì la famosa traversata proprio lì. O così pare. Il fiume adesso (così celebre che il suo nome persino in inglese indica una decisione irrevocabile) non è altro che un rigagnolo scuro che passa tra due sponde verdissime sotto un ponte molte volte più largo, ad un’estremità del quale troneggia una statua di Cesare. Entrando nel borgo vecchio, che l’amministrazione cittadina sta cercando di abbellire con iniziative originali quali mandare depliant di pittura per muro a casa della gente, ora si viene accolti da una sedicente opera d’arte: un mozzicone di ponte di compensato color gamberetto, alla cui base sono poggiate pietre con l’incisione ALEA IACTA EST. Più giro l’Italia più mi convinco che tutto il nostro paese, storia e bellezze comprese, dovrebbe essere consegnato a un popolo più sveglio.
Quei giorni ha nevicato in Emilia Romagna, come ho potuto ammirare risalendo in treno verso Ferrara. La campagna era una splendida stracciatella di terra bruna e neve bianca, sotto una nebbia lattea. Ferrara è la stessa storia di praticamente tutte le città italiane: un centro bellissimo, in questo caso un intreccio di stradine tortuose, e una periferia che non ne ha di nessuna. L’edificio più famoso è il Palazzo dei Diamanti, così chiamato perché coperto di punte di marmo piramidali. Ferrara, com’è comune nella regione, è piena di biciclette. Bravi! Siete la nostra Olanda. E faceva un freddo cane.
Ero ospite di un amico in una casa di studenti, la sera si mangiava la pasta tutti insieme, bevendo vino, poi si giocava a carte o si guardava un film bevendo grappa e fumando. Dormivo su un divano morbido che odorava di sigarette e cioccolato.

Fine prima parte

Annunci

3 risposte a “Sud – Bologna, Romagna, Roma (parte prima)

  1. aspettando la seconda parte..

  2. Io sono la mamma di Gaia ed essendo romagnola-anche se friulana d’adozione, vivo a Udine da 25 anni-ho qualcosa da dire riguardo alla mia terra.
    Turismo: i romagnoli sono stati molto bravi a sfruttare-nel senso buono-il loro mare e non mi risulta che il turismo sia in declino.
    Hanno sempre tenuto i prezzi bassi, le famose pensioni sono gestite in ambito familiare, per cui è più facile.
    Sono sempre stati affezionati ai loro clienti fino ad andarli a trovare durante l’inverno-questo me l’ha raccontato mia zia, andavano in Germania quando gli alberghi erano chiusi.
    Si sono organizzati e le spiagge sono una specie di villaggio turistico, si fanno corsi di ballo e di ginnastica, nei “bagni” (gli stabilimenti balneari) ci sono piccole palestre, giochi per bambini, minibiblioteche, campetti di pallacanestro.
    Si può passare tutta la giornata in spiaggia, divertendosi. La spiaggia è in alcuni punti più stretta e in altri, come a Rimini, larga almeno come Lignano.
    Che poi a uno non piaccia questo tipo di vacanza e preferisca andare in un’isola deserta, è un altro discorso. Ma il turismo della Romagna ha molto da insegnare alle altre regioni italiane.
    Bellezza: ammetto che la Romagna non sia la più bella regione d’Italia e particolarmente ricca di opere d’arte ma non è più brutta di altre ; il paesaggio collinare è in certe zone (es. Longiano e dintorni) eparticolarmente bello curato; ci sono molti borghi medievali sui cucuzzoli delle colline, con rocche e castelli; le città sono carine, Cesena ricorda un po’ Udine, Ravenna è piena di opere d’arte, Rimini ha dei resti romani (e il lungomare, con tutte le insegne colorate e la ricchezza dei bagni suddetti, è uno spettacolo).
    Savignano: è stata chiamata in passato l’Atene della Romagna, per via dell’Accademia dei Filopatridi, una prestigiosa accademia culturale che risale al ‘700 e che ha avuto molti famosi membri, fra cui ricordo Pascoli e Carducci.
    Recentemente ero a Savignano, è venuto Vittorio Sgarbi a parlare di politica e cultura, è anche lui membro dell’Accademia ed era molto interessato ad essere tenuto al corrente dell’attività dell’Accademia.
    Purtroppo il Rubicone non è più il fiume di una volta, mio padre da bambino ci faceva il bagno, il suo corso d’acqua è stato deviato per l’agricoltura o l’industria, ma l’attuale sistemazione- un fiume stretto con due sponde alte rivestite da prato verdissimo, sotto il famoso ponte romano-non è male.
    L’amministrazione di Savignano si sta dando da fare per rendere il centro storico più vivo e più bello, lo scorso weekend la fiera di S.Lucia (la protettrice di Savignano) aveva un programma molto ricco e interessante.
    Poi questa iniziativa di dare ai cittadini un prestito agevolato per ridipingere le facciate di borgo S. Rocco, dove ci sono molte case del ‘700 ed alla cui estremità c’è la casa natale di mio padre, dove vive ora mia mamma, mi piace molto.
    Per favore, non parlate male di Savignano, ce la sta mettendo tutta per abbellirsi!

  3. allora dovrebbero iniziare chiudendo tutti i centri commerciali. hanno fatto morire le città e le cittadine. a savignano non c’è neanche un cinema

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...