gabbie salariali

Non bastavano le ronde, il decreto “sicurezza”, i respingimenti, la retorica rozza e xenofoba? Ci mancava l’ennesima trovata della Lega: le gabbie salariali, cioè salari differenziati in base al costo della vita della zona in cui si lavora, quindi più bassi al Sud, dove la vita costa il 16,5% in meno, secondo la Banca d’Italia.

Ci sarebbero veramente tante cose da dire. Innanzitutto, parrebbe che al Nord i salari siano già più alti del 30,3%. Sarà anche per questo che, secondo un rapporto dello Svimez, “tra il 1997 e il 2008 circa 700mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno?” Ancora: “il 50% dei giovani immobili al Sud non arriva a 1000 euro al mese, mentre il 63% di chi è partito dopo la laurea guadagna tra 1000 e 1500 euro e oltre il 16% più di 1500 euro”. Chiaro, bisogna distinguere tra lavori diversi, ma mi pare che abbassare i salari di sicuro non convincerà i laureati in fuga a restare al Sud.

Inoltre, mi è capitato di leggere su Internet (ora non riesco a trovarle) le proteste di alcuni lettori meridionali: la vita costerà anche meno, ma i servizi pubblici sono così scadenti che tocca spendere per ricorrere ai privati.

La cosa principale, comunque, è come si pensa di risolvere la questione meridionale, cioè di far sì che il Sud Italia riesca veramente ad offrire ai suoi cittadini lavoro, legalità, qualità della vita in tutti i sensi. Abbassando per legge stipendi già bassi? Non credo proprio. E’ una trovata demagogica, e non so neanche che successo possa avere con l’elettorato della Lega: se fossero stati così arrabbiati nei confronti dei colleghi meridionali che vivono da pascià con i loro lauti salari e ville a poco prezzo, i lavoratori del Nord sarebbero emigrati in massa al Sud, dove si sta pure meglio con tutto quel sole e quel mare, già da un pezzo.

L’unica conseguenza possibile di queste gabbie è l’ulteriore arretratezza economica del meridione, e un incremento della fuga dei giovani verso lavori meglio pagati al Nord. Con stipendi bassi, come fa la gente a spendere e creare ricchezza?

Se si vuole risolvere il divario tra nord e sud Italia, l’unico sistema è una vera lotta alla mafia, il gigantesco parassita che succhia la linfa vitale di tutto il nostro paese, e del Sud in particolare, facendo sottostare l’economia alle sue regole, evadendo miliardi di tasse, impedendo la libera impresa, ricattando le persone e mangiando risorse pubbliche. Tutto il resto, federalismo fiscale compreso, senza questa lotta alla mafia è pura propaganda.

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