consumo di suolo

giugno 034Mi è capitato di sentir dire che il Friuli VG è una regione “poco popolata”, e che c’è “tanto spazio”. Come se i campi, i boschi, le aree non urbanizzate in genere, non avessero un valore intrinseco, non ci servissero per la produzione di cibo, la biodiversità, la qualità dell’aria, o anche solo la bellezza ed il bisogno di andare in spazi aperti e incontaminati, ma fossero semplicemente spazio “vuoto” da riempire.

Si parla tanto di inquinamento atmosferico, adesso anche acustico e luminoso, di spreco di energia, di acqua, di consumo di petrolio, ma ci abbiamo messo un bel po’ per capire che anche il suolo è una risorsa preziosissima che stiamo dilapidando in maniera folle e irresponsabile. Alcuni dati recenti, dal primo rapporto dell’Osservatorio Nazionale sul Consumo di Suolo (ONCS):  nel bacino del Po l’urbanizzazione si mangia ogni giorno 200.000 metri quadri di territorio -tanto quanto 12 piazze del Duomo di Milano!!

Il nostro incontaminato Friuli, si fa per dire, in proporzione è messo peggio di Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna: il FVG ha 581 metri quadri di superfice urbanizzata per abitante, contro, rispettivamente, i 310 della Lombardia, i 296 del Piemonte, e i 456 dell’Emilia Romagna. E non è tanto colpa dei centri commerciali, o delle industrie, che ci sono anche nelle altre regioni. E’ la nostra maledetta mania delle villette singole qua e là, ognuna con il suo giardino e la sua inutile striscia di verde intorno, perchè guai a essere troppo vicini ad altra gente, perché non riusciamo a sopportarci a vicenda.

Paradossalmente, quindi, vivere in città è più ecologico, perchè implica un minore consumo di suolo procapite, quindi meno cemento, meno strade, meno inquinamento per i trasporti, meno bisogno della macchina, e così via. Quando dico che bisogna vivere addensati, nessuno mi crede, eppure se si costruisse in maniera più razionale (per esempio villette a schiera ben isolate e differenziate, case su più piani senza essere palazzine, o altre combinazioni edilizie creative e funzionali), avremmo lo stesso il nostro verde privato, ma anche quello pubblico.

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Una risposta a “consumo di suolo

  1. Pez Virgilio Paolo

    Diceva quello (e quello, secondo me, la sapeva lunga):

    Bisogna aver fatto una volta l’esperienza di arrivare all’improvviso, ospite inatteso, in una casa situata in una regione poco popolata […] per riuscire a valutare quanto ospitale e generoso possa essere l’uomo quando la sua disponibilità ai contatti sociali non viene sottoposta di continuo a eccessive sollecitazioni. […] Mentre stavamo andando a tavola per cena suonò il campanello della porta di casa e io esclamai infastidito: «Chi è che viene a disturbarci a quest’ora?» Se avessi pronunciato la peggiore sequela di insulti i miei ospiti non ne sarebbero rimasti meno sbalorditi.
    […]
    È in larga misura colpa dell’affollarsi di grandi masse nelle metropoli moderne se, nel caleidoscopio di immagini umane che mutano e si sovrappongono e si cancellano a vicenda, non riusciamo più a riconoscere il volto del nostro prossimo. L’amore per il prossimo, per un prossimo troppo numeroso e troppo vicino, si diluisce sino a svanire senza lasciare più traccia.
    […]
    Molti esperimenti hanno dimostrato ce l’aggressività intraspecifica viene incrementata se gli animali sono alloggiati in gran numero nella stessa gabbia.

    E diceva anche:

    L’allevamento di galline livornesi in batterie viene giustamente considerato una tortura per gli animali e una vergogna della nostra civiltà. L’applicazione di metodi analoghi all’uomo è invece considerata del tutto lecita […]
    In molte abitazioni di massa i balconi dei singoli appartamenti sono separati da tramezzi che nascondono la vista del vicino. Non si può né si vuole stabilire con lui alcun contatto sociale ‘attraverso la grata’ perché si ha troppa paura di vedere riflessa nel suo volto la propria immagine disperata.

    E soprattutto:

    La totale cecità psichica di fronte alla bellezza in tutte le sue forme […] costituisce una malattia mentale che non va sottovalutata, se non altro, perché va di pari passo con l’insensibilità verso tutto ciò che è moralmente condannabile.

    Quello era Konrad Lorenz in Gli otto peccati capitali della nostra civiltà, Adelphi, Milano, 1974 pp. 26-28 e 40-41

    Dicevano quegli altri, più pacatamente:

    Una rassegna delle ricerche sull’affollamento è giunta alla conclusione che si tratta di un fenomeno che intensifica le reazioni nei confronti degli altri. […] la variabile critica per lo stress non è la densità in sé, ma il modo in cui essa viene percepita.

    Questi altri erano Lindzey, Thompson, Spring in Elementi di psicologia, Zanichelli, Bologna, 1993 pp. 259-260

    Da questi altri si conclude comunque che la densità produce una situazione di alterazione, che penso non essere desiderabile in generale.
    Se condividiamo che i grandi centri urbani non rappresentano la soluzione per via di innumerevoli controindicazioni, il tuo disegno potrà essere soddisfatto solo guardando ad un tipo di agglomerato strutturato sul modello dei paesi collinari o montani, oppure delle cittadelle medievali di cui in Friuli abbiamo innumerevoli esempi. Ciò garantirebbe tanto la concentrazione quanto la possibilità (o forse anche la necessità) di trascorrere momenti di solitudine o relativo isolamento.
    Pur richiedendo ciò un calcolo che certamente io non sono in grado di immaginare, posso tuttavia spingere la mia immaginazione fino ad azzardare che non vi sarebbe grande differenza quanto a occupazione di suolo fra condomini+grattacielo+ville singole e tantissime piccole comunità come ora disegnate. Sicchè mi sembra che il discorso vada banalmente a parare sul problema demografico. Una drastica riduzione della popolazione non solo sarebbe condizione necessaria (se concediamo quanto detto finora), ma addirittura sufficiente per quel tipo di organizzazione umana. Infatti, laddove vi è abbondanza di territorio, le persone tendono ad aggregarsi, potendo godere a piacimento della propria intimità. La villa singola, meglio ancora se isolata in piena campagna (magari addirittura solo per trascorrervi una settimana l’anno), perde ogni significato. La ‘batteria’, già brutta e indesiderabile di per sé, diventa qualcosa del tutto fuori luogo.
    Ringrazio e mi scuso per lo sproloquio.

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