figli di nessuno

Oggi ho scoperto che, nascosta nel nuovo “pacchetto sicurezza”, già approvato al Senato, c’è una norma (art. 45, comma 1,  lettera f) secondo la quale gli stranieri avranno l’obbligo di esibire il permesso di soggiorno quando richiederanno provvedimenti inerenti agli atti di stato civile o all’accesso a pubblici servizi, tra cui gli atti di nascita. Questo significa che gli immigrati privi di permesso di soggiorno non potranno dichiarare la nascita del proprio figlio né riconoscerlo! Tralasciando il fatto che spesso se un immigrato è privo di documenti in regola non è colpa della sua cattiva fede ma delle nostre pessime leggi e burocrazia da incubo, anche se essere irregolari fosse un delitto, come ci vogliono far credere, non si capisce perché a farne le spese dovrebbe essere chi non ha altra colpa se non di essere figlio dei genitori sbagliati!

Come spiega l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), questa norma è incostituzionale e “scoraggia una protezione del minore e della maternità”. Cito ancora:

Le conseguenze di tale modifica normativa sui bambini che nascono in Italia da genitori irregolari sarebbero gravissime.
I minori che non saranno registrati alla nascita, infatti, resteranno privi di qualsiasi documento e totalmente sconosciuti alle istituzioni: bambini invisibili, senza identità, e dunque esposti a ogni violazione di quei diritti fondamentali che ai sensi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza devono essere riconosciuti a ogni minore. Ad esempio, in mancanza di un documento da cui risulti il rapporto di filiazione, molti di questi bambini non potranno acquisire la cittadinanza dei genitori e diventeranno dunque apolidi di fatto. Per tutta la vita incontreranno ostacoli nel rapportarsi con qualsiasi istituzione, inclusa la scuola. Proprio a causa della loro invisibilità, saranno assai più facilmente vittime di abusi, di sfruttamento e della tratta di esseri umani.


In secondo luogo, vi è il forte rischio che i bambini nati in ospedale non vengano consegnati ai genitori privi di permesso di soggiorno, essendo a quest’ultimi impedito il riconoscimento del figlio, e che in tali casi venga aperto un procedimento per la dichiarazione dello stato d’abbandono. Questi bambini, dunque, potranno essere separati dai loro genitori, in violazione del diritto fondamentale di ogni minore a crescere nella propria famiglia (ad eccezione dei casi in cui ciò sia contrario all’interesse del minore), sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dalla legislazione italiana.


E’ probabile, infine, che molte donne prive di permesso di soggiorno, temendo che il figlio venga loro tolto, decidano di non partorire in ospedale. Anche in considerazione delle condizioni estremamente precarie in cui vivono molti immigrati irregolari, sono evidenti gli elevatissimi rischi che questo comporterebbe per la salute sia del bambino che della madre, con un conseguente aumento delle morti di parto e delle morti alla nascita.

Non lo dico io, ma degli esperti giuristi. E i grandi media e i politici, dove sono? (se a qualcuno interessa, può ricostruire il percorso legislativo cercando le norme su internet. Questa è quella che andrebbe modificata -art. 6 comma 2).

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