Perché aprono tutti questi centri commerciali?

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dal sito: mark-up.it

C’è una domanda che tutti si stanno facendo, e cioè: perchè aprono così tanti centri commerciali? Nessuno se ne capacita.

Il giornale con cui collaboro, Il Nuovo FVG, mi ha incaricata di trovare delle risposte a questa domanda.

Tanti sospettano un complotto, tipo: riciclaggio di denaro sporco, o manovre per ottenere fondi pubblici. Ma io non ho trovato nulla che confermasse queste ipotesi, e, anche se ci fosse del vero, non sarebbero i motivi principali.

Adesso non mi dilungo su tutte le informazioni che ho trovato, che sono contenute nell’articolo che è piuttosto lungo e si trova in edicola. Faccio solo alcune considerazioni.

Intanto, tutti questi centri commerciali ce li siamo andati a cercare noi: se un imprenditore vede che il Città Fiera è sempre pieno, se in tutta Europa si costruiscono centri commerciali e continuano a funzionare, è naturale che ne voglia fare uno anche lui. Poi magari la stessa idea viene a troppe persone allo stesso tempo, e ci troviamo pieni di sti centri. Ma dovevamo pensarci prima, non andandoci a fare shopping.

Poi ho scoperto una cosa che non mi sarei mai aspettata: i sindacati hanno fatto pressioni sulla regione per ottenere più aperture di centri commerciali, ai tempi dell’approvazione del Piano Regionale. Ha un suo senso: tanti lavoratori facilmente sindacalizzabili, e prezzi bassi per tutti. Ora, visto lo schifo che questi centri commerciali hanno portato con aperture festive e precariato, i sindacati fanno quelli che sono sempre stati contro le aperture selvagge, il che è abbastanza ipocrita.

Ci sarebbe tanto da dire, e tornerò sull’argomento. Devo però sottolineare la cosa più grave: mai è stato chiesto direttamente ai cittadini se questi centri commerciali li volevano. Sono stati quasi sempre autorizzati, sulla base di calcoli, proiezioni e chissà quali interessi dietro le quinte, e basta. La nuova giunta non ne ha approvati altri, è vero, ma dubito che, con la crisi in corso, si sia fatto avanti qualche nuovo costruttore.

Comunque, siamo alle solite: senza una democrazia veramente partecipata, votiamo solo con il portafoglio. E finora abbiamo votato parecchio male.

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24 risposte a “Perché aprono tutti questi centri commerciali?

  1. Pingback: RSS Week #38: articoli interessanti che ho trascurato - Matteo Moro

  2. Qui in Lituania è peggio, ormai sopravvivono SOLO i centri commerciali..

  3. E’ proprio vero, ci hanno imposto modelli commerciali e corrispondenti “fabbriche della grande distribuzione” senza chiederci nulla. Ma io credo che li aprano facilmente anche perchè sono facilissimi da chiudere: basta licenziare tutti e aprire da un’altra parte.
    saluti

  4. è una teoria, però da quello che ho capito i costi di apertura non sono così bassi: vengono coinvolte moltissime società (per fare gli studi, la commercializzazione, la progettazione…), e poi costruire costa. il problema è che, se anche un centro commerciale dovesse chiudere, il danno è fatto: il cemento è stato colato, le montagne sono state sventrate per la pietra, i camion di costruzione hanno inquinato, eccetera. non si torna indietro.

  5. Lo so e hai ragione. Infatti c’è un bel problema etico. Il danno è quasi sempre irreversibile. Per esempio, tra Serravalle Scrivia e Novi Ligure hanno scavato la collina per fare spazio ai soliti noti della distribuzione nazionale e mondiale. Proprio di fronte all’Outlet. Ci sono nuove strade, rotonde ogni 500 metri, parcheggi sconfinati. Ma, ci crederesti?, la gente è contenta. Spera in un lavoro per i figli, spera di risparmiare o almeno di avere un posto dove passare la domenica. Siamo a questo. All’edonismo della disperazione.
    ps Hai un bel blog, secondo me.

  6. grazie del complimento. tornerò sull’argomento centri commerciali, che mi turba abbastanza il sonno…

  7. E vogliamo parlare del centro commerciale “Le Befane” di rimini? lo stravolgimento del traffico è stato pesantissimo e ancora non del tutto digerito… Però hai ragione quando dici che in pratica ce li andiamo a cercare, visto che com’è ovvio (in un’ottica di puro spirito commerciale e monetaristico, of course…) finchè i costruttori vedono che sono sempre pieni di gente ne costruiranno sempre di nuovi. Alzi la manina chi non ne ha MAI visitato uno, perdendoci ovviamente mezza giornata 🙂

  8. io li boicotto. tranne un solo negozio che c’e` solo li`, ammetto. per il resto, non ci compro mai niente. la mia parte la faccio 🙂

  9. gaietta la foto del centro comericle è a caso??? 🙂 no a parte gli scherzi sono d’accordo con te e in più volevo aggiungere che il problema sta ancosa più in alto: il fatto che la gente non abbia hobby, interessi, passioni oltre a quel maledetto e stracazzo di shopping… comprare , buttare, comprare, buttare…
    anche le domeniche, unico giorno di riposo, ma cosa vai ai centri commerciali, ti propongo io 1000 motivi per cui non andarci tra cui: riposare, passeggare in campagna, stare coi figli, magari parlargli qialche volta, leggere, andare al cinema, disegnare, fare ricerche su internet, ascoltare musia, vedere i parenti, gli amici… e basta passare la propria vita senza uno scopo! ma queste persone hanno la vita talmente vuota che pensano che solo le cose materiali posso compensarla… E SI SBAGLIANO!

  10. Io la chiamo Grande Distruzione Organizzata.
    Distruzione di campi e sistemi con capacità fotosintetica, biotici.
    Distruzione dell’economia agricola (ad alta intensità di lavoro!)
    Distruzione dei paesaggio
    Distruzione degli equilibri idrogeologici per impermeabilizzazione
    Distruzione della mobilità con mezzi pubblici
    Distruzione dei piccoli esercizi commerciali
    Distruzione del legame delle masse con la Terra e i territori che le ospitano.
    Distruzione delle piccole economie locali escluse dalla gestione centralizzata degli approvvigionamenti
    Distruzione delle tipicità

  11. Stamani pubblicità alla radio: Conad, fettine d lonza di maiale ad un basso tot al chilo.
    Giovedì scorso i biopiccoli contadini del gas commentavano le offerte di patate a 0.39€ al chilo…. Senza schiavi e senza inquinamento chimico semplicemente impossibile produrre a quei costi.
    Poi succede questo.

    La Grande Distruzione Organizzata continua.
    Con il plauso giulivo delle masse consumiste che con quei 7€ risparmiati su un sacco di patate da 10kg possono finalmente acquistare la nuova playstation per il loro bipedino un po’ obeso.

  12. Ha aperto una nuova Coop a Villesse, vicino al confine con la Slovenia, dove prima c’erano campi e ora c’è cemento. Ecco i toni trionfali con i quali ne parla il nostro principale giornale locale, centro vivo di pensiero critico e pungolo costante al paradigma dominante, nonché luogo di dibattito tra pensionati brontoloni (questo sì).
    Ieri ero a cena da una famiglia dove se ne parlava, commentando le offerte annunciate da un volantino arrivato credo in tutte le case del Friuli Venezia Giulia (un minuto di silenzio per gli alberi abbattuti per festeggiare l’apertura). L’idea di risparmiare qualche euro su alcuni prodotti, risparmio che presumo verrà scaricato su produttori e lavoratori, è abbastanza da invogliare le persone a prendere la macchina e fare decine di chilometri e chissà quanta coda per approfittarne.
    Il fatto è che per ogni euro risparmiato è una cosa in più che si può fare o avere, e tutti pensano di avere diritto a un aggeggio in più o a una vacanza in più. Io preferisco autoprivarmi di materia o vacanze, se necessario, ma non riesco a convincere nessun altro a farlo.

  13. Ti cacci nei nonluoghi della GDO che deturpano il paesaggio e devastano l’economia locale e poi, visto che hai contribuito alla tua alienazione e abbruttimento, devi scappare di più in vacanza tutti in massa in posti lontani che verranno deturpati dal turismo di massa.

    Quando abitavo in nella costipazione cementificata ipercommercializzata iperinfrastrutturizzata lombarda, ogni venerdì sera e domenica sera la A4 era ingolfata da centinaia di migliaia di lombardi (molti assai cattoprolifici, ora ci sono pure molti islamoprolifici) ad alto reddito che cercavano di fuggire dallo scempio alienante che avevano contribuito a creare.
    Quelli che non fuggivano / non fuggono si cacciano negli outlet e negli iper per compensare col consumismo più o meno compulsivo le frustrazioni di una vita complessivamente degradata.

    Intanto destra centro sinistra sopra e sotto ripetono ossessivamente la litania della crescita e dei più consumi(smi) per tutti.
    Clap clap clap!

  14. Tiare Shopping già il nome in italinglese mi fa cacare.
    Le masse accorreranno a pigliarsi i mobili USA&getta ikea poi la zia Ines che lavora in mobilificio a Pordenone rimarrà a casa e il contadino che lavora vicino a quel tumore commerciale si troverà il campo pieno di monnezza lanciata dai finestrini delle auto dalle masse che accorrono al nuovo grande tumore commerciale.
    Geniale, eh!?

  15. A Udine c’era questo posto che si chiamava “Cose vecchie”: uno stanzone pieno di mobili usati di vario tipo in vendita a prezzi ragionevoli. Ha chiuso.
    Mia madre un paio di anni fa aveva dei mobili in più che voleva vendere. Nessuno li prendeva. Ora forse con certi siti internet è più facile, ma quella volta non riusciva nemmeno a regalarli. Alla fine un po’ se li è presi un circolo Arci, per altri ha dovuto pagare un magazzino.

  16. Io provoco e ti dico che i mobili se li devi cambiare significa che sono di scarsa qualità e/o non riparabili.
    Mobilio decente NON si deve cambiare e poi passa ai figli.
    C’è una ecologia del mobilio che è anche estetica d’interni.
    Le cucine componibili,, ad esempio, sono strutturalmente “mono uso”, fragili e non riparabili. Per quanto fica sia una cucina componibile diventa “off” dopo un po’ di tempo.
    Devo dire anche che come antimodernista trovo splendide le cucine anticomponibili della tradizione italiana: spesso erano una parte della casa per nulla mobile.

    Come osserva Chomsky, “creare il problema e offrire la soluzione!”
    Ti creo il bisogno di cambiare il tuo mobilio “obsoleto” quindi la soluzione:
    il tumore commerciale per nuovi mobili monouso e poi gli inceneritori che ti nebulizzano quelli vecchi trasformandoli in aereosol, diossina, nanopolveri e ceneri tossiche usate negli asfalti per il nuovo raccordo di accesso al Tiare scioping senter.

  17. Sì, ma può capitare che muoia qualcuno che non ha eredi o ne ha che avevano già una casa arredata, che si smetta di affittare una casa per venderla, e così via. Ci vorrebbe un luogo di scambio di queste cose che permetta di non comprarne di nuove.

  18. Mi sa che abbiamo ancora un bel po’ di convincimento da fare:
    http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/12/05/news/ecco-tiare-il-maxi-centro-commerciale-video-1.8241820
    Tutto ciò conferma quanto da me scritto in questo post: inutile stupirsi se aprono i centri commerciali, quando la gente ci va ancora in massa! Ma su con la vita, guardate che allegria: http://video.gelocal.it/messaggeroveneto/locale/inaugurato-tiare-shopping/21391/21526

  19. se pensi che c’è gente che alla domenica porta i figlioletti al centro commerciale!

  20. “Questo grande sogno che diventa realtà”

    La catechesi al consumismo trova i riti e le sue liturgie. I pastori usano le belle paroline per governare il gregge e invogliarlo a venire alla tosatura prima che sarà, in fine, macellazione.
    E vissero tutti tiaristi e contenti.

    Il fatto è che lo trovo questo rito consumista di massa così aberrantemente brutto, grottesco, squallido, deprimente, alienante. Eppure il meccanismo funziona. 35k consumatori subito lì pronti. Su 9 ettari di Terra Vivente distrutti per sempre.

    Un colpo di bacchetta magica e zacchete, in un inizio di respiro e… spariti tumore commerciale, i mandanti proprietari e il_bobbolo che lo affolla.
    Sarebbe bellissimo.

  21. Un breve aggiornamento a questo post, che viene letto ancora ogni tanto anche se è vecchio: a Buttrio apriranno nuovi grandi esercizi commerciali, “grazie” a una direttiva comunitaria che ha liberalizzato il settore, e alla voglia di Buttrio di competere con i comuni vicini. Mi sembra una strategia lungimirante (ir.)

  22. Ma come gli è venuta sta idea a quelli di Buttrio? A parte che non so veramente chi aprirà sti nuovi centri commerciali, in un momento di crisi ormai cronica dei consumi e di iper-inflazione di questi punti vendita….
    E poi qualcuno mi sa spiegare cosa voglia dire, a questo proposito che: L’obiettivo è promuovere una capacità competitiva commerciale nei confronti dei Comuni vicini contenendo il consumo di suolo e tutelando le reti commerciali nel centro urbano.

  23. Una buona notizia, nonostante le sofferenze delle persone che coinvolge: il centro commerciale Alpe Adria, il primo ad aprire in Friuli, è in crisi e chiude quasi totalmente. Ma non temete: ne stanno costruendo altri.

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